Non è equo questo compenso: Artisti 7607 contro le grandi piattaforme streaming (Video)

Non è equo questo compenso. Titolo insolito per un evento stampa come quello organizzato via Zoom da Artisti 7607 – organismo di gestione collettiva dei diritti connessi al diritto d’autore, nonchè punto di riferimento importante nella tutela dei diritti degli artisti – cui hanno preso parte Neri Marcorè, Paolo Calabresi, Vinicio Marchioni, Giobbe Covatta, Urbano Barberini, Michele Riondino, Giorgia Lepore, Chiara Colizzi, Massimo Bitossi e la presidente della collecting Cinzia Mascoli, con l’adesione di molti altri, come Augusto Fornari, Carmen Giardina, Valerio Mastandrea, Alberto Molinari, Francesco Montanari, Paco Reconti, Alessandro Riceci, Paolo Sassanelli, Davis Tagliaferro, Salvo Traina, Daniela Virgilio, Diego Abatantuono, Ambra Angiolini, Corrado Guzzanti, Claudio Santamaria, Kasia Smutniak e Elio Germano.

Ecco di cosa si tratta. Film e serie TV sono i contenuti più scaricati e seguiti on demand di tutti gli altri, persino degli eventi sportivi, come ha spiegato in modo dettagliato e con l’aiuto di slide lo stesso Paolo Calabresi. Già da tempo, con l’aumento della velocità e dell’ampiezza di banda che consentono un rapido download e un’ottima qualità di visione, e ancor di più in tempo di pandemia con le sale cinematografiche chiuse e i film che le inondano, le grandi piattaforme, a fronte di introiti sempre più importanti, non riconoscono i diritti connessi degli artisti – o ne propongono di assolutamente bassi – quelli cioè che spettano ad attori e doppiatori quando vengono trasmessi o utilizzati un film, una fiction o una serie TV in cui hanno lavorato, e non forniscono neppure i dati degli utilizzi, ignorando chiare normative europee e nazionali (d.lgs n.35 15 marzo 2017). Il messaggio è dunque forte e chiaro ed è “non si può fare” spiega Cinzia Mascoli, che sintetizza il senso dell’iniziativa nella necessità di “accendere un riflettore sulla necessità di una remunerazione adeguata al valore economico effettivo dei diritti degli artisti e sul fatto che faremo di tutto per dare un senso alla parola equo compenso. Aggiunge la consulente legale di Artisti 7607 Matilde Cascone: “quello che vogliamo fare con Non è equo questo compenso è lanciare il segnale di una situazione di sottobosco, per evidenziare il grande squilibrio che esiste a livello di trattativa e l’equo compenso degli artisti interpreti, soprattutto in questo momento storico“. 

Per la cronaca: Artisti 7697 nasce nel 2014 con la liberazione del mercato dei diritti connessi, fortemente voluta dalla stessa collecting, così che ogni artista ha potuto scegliere a chi affidare la gestione di tali diritti. Con tale liberalizzazione, per una volta l’Italia ha anticipato quanto previsto dalle direttive europee e oggi, a distanza di circa sette anni, molte cose sono cambiate e, assicurano gli iscritti, in meglio: gli artisti sono informati e ricevono da Artisti 7607 i compensi in tempi rapidi, usufruiscono di servizi diversi, hanno gratuita copertura assicurativa, assistenza legale e fiscale, frequentano gratuitamente corsi di formazione, workshops e masterclass permanenti. Ecco una videosintesi della confernza stampa/evento Non è equo questo compenso con Neri Marcorè, Paolo Calabresi, Vinicio Marchioni, Giobbe Covatta, Michele Riondino, Cinzia Mascoli: