Nevermind, storie impossibili con Paolo Sassanelli e Giulia Michelini

“Se c’è una soluzione, perché ti preoccupi? E se non c’è una soluzione, perché ti preoccupi?” così dice, citando Aristotele, lo stimato professor Paolo Cattaro, psicologo di fama internazionale ospite a Radio Rock, che elargisce consigli preziosi in grado di cambiare la vita di pazienti e ascoltatori, così popolare che i ragazzi lo fermano per strada per farsi un selfie, loro, lui e il bombolone al cioccolato che diventa un po’ come la ghianda di Scrat de L’Era Glaciale, qualcosa da salvare e tenere stretto a tutti i costi, accada quel che accada, anche in punto di morte quasi certa. Del resto “non esistono risposte corrette a domande sbagliate, cercare di trovare delle risposte a domande che non possono trovare risposte logiche è come infilarsi un labirinto pieno di corridoi dal quale è impossibile uscire” dice ancora il professore ai suoi ascoltatori recitando, probabilmente senza volerlo, la chiave di tutto il film di cui è protagonista: Nevermind, il nuovo lavoro di Eros Puglielli (Copperman, Il bosco, Il bello delle donne… alcuni anni dopo)  del quale non cercate spiegazioni (o risposte) logiche, andatelo a vedere e basta, e uscendo dalla sala pensate soltanto e semplicemente “Nevermind” appunto, ovvero “non importa”.

Non importa se non riusciamo a crederci che un carro attrezzi perseguiti l’esimio psicologo; o che l’avvocato Sambuca sia fissato con le sue zone intime e tutto ciò che tocca diventa poi logicamente intoccabile; o che il piccolo Mattia di casa Toscani cui è stata chiamata ad accudire Giulia che parla pure quattro lingue, in pratica non c’è, ma lei viene pagata comunque, e profumatamente, almeno finché… e che il suo compagno Massimo, tra un affare fallito e l’altro, decida di metter su famiglia con la madre del suo ex migliore amico che nel frattempo è andato fuori di testa, straparla di valori e moralità, e ha messo incinta la sorella… e che Valerio, cuoco di A tavola con lo chef, dietro una dritta di uno psichiatra, riesca a cancellare, nel vero senso della parola, “quell’enorme montagna di merda di Beppe” che, piazzatosi al settimo posto nel cooking show Il trono di spiedi, gli ruba la popolarità e la serenità, e pure la ragazza, ma pagando un caro prezzo.

In cinque distinti episodi Nevermind ci racconta storie impossibili ma assolutamente reali di vari personaggi legati in qualche modo tra loro, con il protagonista di uno che diventa secondario nell’altro, o forse viceversa. Cinque storie di ordinaria follia delle quali potremmo tutti essere protagonisti, ambientate in una Roma strana ma al tempo stesso accogliente verso ciò che nelle righe non ci sta. Un racconto corale e non, dai toni ironici, grotteschi, apparentemente senza senso, una commedia amara e sicuramente illogica, irriverente, fatalista, che diverte e lascia a bocca aperta. Psichedelica, secondo la definizione del regista romano che la nutre di un cast a lui familiare e azzeccato come mai: Paolo Sassanelli in primis, già voluto da Eros Puglielli ne Il bello delle donne… alcuni anni dopo, che qui supera se stesso nel ruolo del professor Cattaro, che perde via via sicurezza e autorità, soprattutto nei confronti di se stesso, e soccombe a un destino che pare segnato; Giulia Michelini, già protagonista de Il bosco, in Nevermind perfettamente a suo agio in quello della baby sitter senza baby, inizialmente sconvolta dalla follia umana che decide inesorabilmente di assecondare a proprio vantaggio; Massimo Poggio, che è anche in Copperman, in quello del suo compagno, apparentemente un leader, in realtà fragile e plagiabile; Alberto Molinari bravissimo a trasformarsi nel ravanatore quasi inconsapevole dallo sguardo fisso e inespressivo; Andrea Sartoretti, anche lui ne Il bosco, nella parte del cuoco bullizzato che reagisce cancellando il problema. E ancora Gualtiero Burzi, Federica Di Martino, Renato Scarpa, Pia Engleberth. Dopo l’anteprima mondiale alla scorsa edizione di Alice nella Città alla Festa del Cinema di Roma, Nevermind arriva in sala quasi a sorpresa, rispettando in pieno la sua natura, giovedì 1° agosto con Minerva Pictures. Se non amate la logica e i finali scontati, non mancate.

 

 

 

 

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