Mimmo Pintacuda – La Mia Fotografia: in un documentario la vera storia di Alfredo di Nuovo Cinema Paradiso, la premiere a Londra

Il bello del cinema sta nelle sue storie. E il bello delle storie del cinema sta nei loro personaggi. A volte sono talmente fantasiosi e inverosimili che, per quanto affascinanti, ci si chiede come sia possibile averli inventati, altre volte, seppur altrettanto affascinanti, sono così veri che inevitabilmente ci si domanda da chi siano stati ispirati. Uno di questi è sicuramente Alfredo, il protagonista di Nuovo Cinema Paradiso, il film scritto e diretto nel 1988 da Giuseppe Tornatore, vincitore l’anno dopo del Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes e dell’Oscar per il miglior film straniero. Perché Alfredo, incarnato sul grande schermo da Philippe Noiret, è realmente esistito ed è il fotografo e proiezionista Mimmo Pintacuda, nato nel 1927 a Bagheria, nel palermitano, stessa città di Tornatore, e morto a 86 anni il 21 dicembre del 2013.

Foto di F. Terranova

Foto di F. Terranova

La sua storia la racconta Mimmo Pintacuda – La Mia Fotografia, il film documentario realizzato dal figlio Paolo, mai arrivato nelle sale italiane ma che, grazie a CinemaitaliaUK, alle 16 di domenica 12 luglio avrà la sua premiere inglese al Genesis Cinema di Londra alla presenza del regista e giovedì 16 luglio alle 18.30 una nuova presentazione, seguita da un dibattito con Paolo Pintacuda e dalla proiezione di Nuovo Cinema Paradiso, al Regent Street Cinema, che si trova in pieno centro, a due passi da Oxford Circus, fresco di ristrutturazione e con una storia a parte: fu proprio in questa sala infatti che nel 1896 fu proiettato il primo film dei fratelli Lumiere intitolato L’uscita dalle officine Lumiere, tant’è che gli inglesi lo definiscono “il luogo di nascita del cinema britannico”.

Girato in italiano con sottotitoli in inglese, il film ne racconta la vita e l’arte anche attraverso il racconto dello stesso Mimmo Pintacuda che davanti alla telecamera del figlio ripercorre e ricorda i momenti più importanti della sua carriera: dai suoi reportage sui migranti italiani in America all’amicizia con il grande pittore Renato Guttuso. Ma anche attraverso le parole di Tornatore che lo paragona al celebre fotoreporter francese Henri Cartier Bresson detto “l’occhio del secolo”, definendolo un “fotografo neorealista” e parla della loro amicizia: lui aveva più o meno dieci anni, proprio come il piccolo Totò del suo film interpretato da Salvatore Cascio, e l’opera di Pintacuda iniziò sin da allora a toccarlo tanto da influenzare in seguito anche il suo lavoro: “ciò che mi colpiva della fotografia di Mimmo era la capacità di essere un esercizio di osservazione della realtà estraneo alla manipolazione della realtà – dice nel film Tornatore – quello che mostravano le sue foto era tutto vero e fu per me una scuola importantissima che ha influenzato la mia capacità di vedere le cose da regista cinematografico”.

L’evento è organizzato da CinemaItaliaUK , un punto fermo per il cinema italiano contemporaneo in terra britannica: supportato anche dal Consolato Generale d’Italia, dall’Istituto Italiano di Cultura, dall’Istituto Luce Cinecittà e da RaiCom, si occupa di presentare film italiani non ancora distribuiti per il mercato britannico ma solo “proiettati durante i Festival, in occasioni speciali o in contesti istituzionali – spiega il direttore artistico Clara Caleo Green – Finalmente, invece, i londinesi e tutti gli italiani – la stima è di 500mila connazionali – hanno una sala cinematografica permanente dove guardare film che altrimenti non potrebbero arrivare in Inghilterra”.