Arriva al cinema Michael a raccontare la nascita del re del pop. Il film, diretto da Antoine Fuqua, ci ha colpito soprattutto per la magnifica interpretazione di un esordiente nel ruolo di Michael Jackson. Non un esordiente qualunque, bensì Jaafar Jackson, nipote di Jacko da parte di padre: Jaafar è infatti figlio di Jermaine, fratello di Michael, e di Alejandra Genevieve Oaziaza.
Trent’anni che compirà il prossimo 25 luglio, nato e cresciuto a Los Angeles, è in compenso già un artista affermato nella musica e nel ballo: proprio come suo zio, ha cominciato da bambino, anche se il suo debutto ufficiale è targato 2019 grazie al primo singolo Got Me Singing. La somiglianza fisica lo ha di certo sostenuto in Michael, ma le sue doti attoriali sono assolutamente evidenti. Jaafar si muove e balla proprio come suo zio e questo è sicuramente il punto forte del film: nella ricostruzione dei videoclip – tra cui il più geniale di tutti, quello di Thriller – sembra quasi di rivedere Michael Jackson.
“Quando l’ho incontrato per la prima volta – ricorda il regista – ho pensato che stesse recitando, perché era identico a Michael, con lo stesso animo gentile. Poi ho capito che era davvero così. Poco dopo, abbiamo fatto un provino con trucco e parrucco e il livello di somiglianza con ci ha lasciati tutti sbalorditi. Quando gli abbiamo posto delle domande nei panni del personaggio, le sue risposte erano così meravigliosamente poetiche, nello stesso modo di Michael, che il nostro direttore della fotografia Dion Beebe, Graham e io avevamo le lacrime agli occhi. Ciò che ti trascina nel mondo di Michael è l’assoluta autenticità di Jaafar.
Eravamo tutti d’accordo sul fatto che non si potesse imitarlo – continua Fuqua – invece, ciò che Jaafar è riuscito a fare è stato vivere pienamente il momento, e trasmettere quello stesso spirito positivo che abbiamo visto mettere a Michael in tutto ciò che faceva. È qualcosa che si percepisce. In ogni scena dei concerti volevo che il pubblico si sentisse proprio lì, il più vicino possibile a Michael. Per i fan, questi momenti ricordano non solo chi era Michael, ma anche chi erano loro quando hanno ascoltato queste canzoni per la prima volta. E per chi sta scoprendo Michael solo ora, rappresentano una rivelazione”.
“Quando ho sentito parlare del film per la prima volta, il mio primo pensiero non è stato certo ‘Interpreterò Michael’. Non avevo mai nemmeno sognato di fare l’attore. Il mio primo pensiero è stato ‘Chissà chi lo interpreterà? – racconta Jaafar – Mi sono impegnato senza sosta e ho provato ogni singolo giorno, ora dopo ora, per due anni, finché non ho creduto veramente a ciò che vedevo allo specchio. Da bambino, ero ossessionato da lui: mi sedevo davanti alla TV nello stesso salotto dove un tempo si sedeva lui, guardando i suoi tour e i suoi video, studiandolo a fondo. Allora non riuscivo a capire bene di cosa si trattasse, ma sapevo di essere attratto da quell’energia straordinaria. Michael diceva sempre di volere che la sua musica fosse universale, per tutti e sembra che questa sia stata la sua visione fin dall’inizio: unire le persone attraverso la musica. Non voleva che fossero le case discografiche a decidere quale musica ascoltare. Ha lottato duramente per questo, aprendo nuove strade a tutti gli artisti a seguire”.
Per il resto, nonostante, come detto, il protagonista abbia senza alcun dubbio un futuro anche in campo recitativo, Michael non è esattamente quel grande biopic che ci saremmo aspettati. La storia comincia da Michael bambino, costretto assieme ai suoi fratelli a far parte die Jackson Five: dietro quei sorrisi smaglianti, quell’allegria mostrata dai cinque fratelli sul palco, c’erano però violenze e vessazioni da parte del padre (Colman Domingo) che non risparmiava soprattutto al più piccolo di tutti, Michael, preso spesso a cintate davanti ad una madre (Nia Long) sofferente e inerme. Chissà, forse, viene da pensare, quell’uomo così cinico, egoista e violento aveva già previsto che un giorno non troppo lontano l’ugola d’oro della sua famiglia avrebbe lasciato il nido per volare più in alto di tutti e da solo, e già allora non poteva sopportarlo né perdonarlo.
Michael racconta poi il successo, l’amore dei suoi fan e la sua generosità ed empatia verso gli altri, forse semplificando un po’ le cose. Ma la musica, quella di Michael Jackson, fa il resto. La storia di ferma con il definitivo taglio netto con la gestione paterna e il grande successo da solista, ma, come annuncia una scritta sul grande schermo, sicuramente ci sarà un sequel per raccontare il resto della storia, anche quella meno luccicante. Nel cast anche Laura Harrier, Miles Teller, Keilyn Durrel Jones. Un plauso particolare va anche a Julianio Valdi che dà vita e voce al Michael bambino. Michael è al cinema da oggi, mercoledì 22 aprile, con Universal Pictures. (Ph Glen Wilson)
