Maria Amelia Monti è Miss Marple di Agatha Christie, videointervista

Pettegola lo sono sempre stata, ma da quando faccio Miss Marple lo sono ancora di più”. Parola di Maria Amelia Monti che per la prima volta in Italia porta sul palcoscenico il singolare personaggio nato dalla penna di Agatha Christie che si ispirò ad una sua vecchia zia, così dotata di spirito d’osservazione da arrivare persino a risolvere complicati casi di omicidio. Ed è con Giochi di prestigio, nell’adattamento teatrale di Edoardo Erba, che mercoledì 12 dicembre approda sul palcoscenico romano dell’Ambra Jovinelli dove resterà in scena fino al 23 dicembre, con Maria Amelia Monti che la interpreta, Roberto Citran, Sabrina Scuccimarra e cinque giovani, diretti da Pierpaolo Sepe: “non stupisce come tra tutti i generi, letterari e non, il giallo rimanga il più popolare – dice il regista – come del resto testimonia il proliferarsi di serie TV che portano questo marchio, e quello dei suoi vari sottogeneri: noir, thriller, poliziesco. Ciò che sorprende invece è il fatto che un ambito così truculento abbia tra i capostipiti un’anziana signora inglese, Agatha Christie, e che proprio a lei dobbiamo l’invenzione di una delle prime “criminologhe” della storia: Miss Jane Marple. Da abile conoscitrice della natura umana, Christie ha saputo sfruttare, come nessun altro, la sottile seduzione che l’uomo avverte nei confronti del suo aspetto più letale, dei suoi istinti più cruenti, e se ne è servita per costruire trame che rimangono tutt’oggi capolavori di suspense e di mistero. I lavori di Agatha Christie – continua Pierpaolo Sepenon sono certo una novità per Edoardo Erba, traduttore italiano dei suoi testi teatrali e autore del nostro adattamento, ma è stato solo con l’apporto di un’attrice del calibro di Maria Amelia Monti che è stato possibile immaginarsi di portare per la prima volta sul palcoscenico la sua detective più famosa, Miss Marple, per l’appunto. Ho lasciato libera Maria Amelia di inventare la ‘sua’ Marple, e quel che ne è risultato è un personaggio molto diverso dalla placida vecchina di campagna, come siamo soliti vederla. Questa Marple assomiglia molto di più a quella dei primi romanzi della Christie, più dispettosa, rustica e imprevedibile, ma sempre dotata di quella logica affilata che le permette di arrivare al cuore delle vicende. La vediamo seduta a fare la sua maglia, come chi insegue una linea di pensiero intrecciato su sé stesso, per sbrogliare la matassa e ritrovare il filo della verità. Come un fool scespiriano in continuo contrappunto con il resto dei personaggi indaffarati a inseguire i propri affanni, Miss Marple sottolinea con ironia e leggerezza le ridicole passioni da cui nessuno è immune, restituendoci con sfrontata franchezza la natura umana per quella che è, senza lasciarsi abbindolare dalle maschere che quotidianamente indossiamo per celarla agli occhi degli altri. Le scene, le luci, i costumi e le musiche, concorrono a costruire un thriller cupo e carico di tensione, continuamente alleggerito dall’intelligente e irresistibile ironia di Maria Amelia Monti. Bisogna veramente essere dei grandi prestigiatori per raccontare i gialli, e dove, se non a teatro, luogo della dissimulazione per eccellenza,  può riuscire il trucco più rischioso di tutti?”

Ambientato in una casa vittoriana nel bel mezzo della campagna inglese della fine degli anni Quaranta, Giochi di prestigio racconta di come Miss Marple, in visita alla sua vecchia amica Caroline, una filantropa che vive con il terzo marito, il nipote Edgard e vari figli e figliastri avuti da matrimoni precedenti, si trovi a dover risolvere un solo apparentemente semplice omicidio, perché nulla è come sembra e il pubblico è stato distratto da qualcosa che ha permesso all’assassino di agire indisturbato, proprio come a teatro in un gioco di prestigio. La nostra videointervista a Martia Amelia Monti: