Leo Mattei – Unità Speciale: arriva dalla Francia il poliziotto sempre dalla parte dei bambini, da stasera su Fox Crime

Due uomini con il passamontagna nero e la torcia accesa in bocca tagliano nella notte il vetro di una finestra, entrano in una casa, scendono le scale e “è giù a destra” dice l’uno all’altro, la cassaforte, intende, ma mentre provano ad aprirla sentono un rantolo, entrano nell’altra stanza e nel letto c’è un bambino che respira male. “Che gli hai fatto?” chiede il primo, “non l’ho toccato” risponde il secondo. Poi Matisse, 8 anni, è in ospedale ma “se la caverà – dice orgogliosa la madre – è di salute cagionevole ma è un combattente vero”, poi lei e il padre spiegano che non era da solo in casa ma c’era la baby sitter, figlia di un loro socio, e che a volte gli succede. Solo che non si è trattato di un attacco d’asma come credono, ma il piccolo è stato avvelenato, dice loro un tipo vestito di grigio e con una voglia di fragola sul naso.

In Francia scompaiono ogni anno circa 1800 ragazzi e non tutti vengono ritrovati, 3000 le indagini che si aprono su bambini in vario modo in pericolo, e con loro bisogna fare in fretta e bene. Ecco perché a Parigi è stata creata un’unità speciale minori e a capo ci hanno messo il capitano Leo Mattei, ovvero un poliziotto sempre dalla parte dei bambini, interpretato da Jean Luc Reichmann. È lui il protagonista di Leo Mattei – Unità Speciale, la nuova serie in sei puntate che arriva dalla Francia, da stasera, giovedì 21 maggio, alle 21:55 in prima assoluta su FoxCrime, forte del successo in patria con 5 milioni di spettatori incollati su TF1 dove è già attesa la terza stagione.

Apparentemente un po’ scontroso e schivo, ma con i ragazzini ci sa fare, e poi è caparbio e leale. Se c’è un minore in pericolo, lui c’è sempre, si tratti di abusi sessuali o rapimenti, convinto che non esista crimine più orrendo di quello commesso contro un bambino e che per salvarne uno, anche uno  soltanto, si può pure trasgredire qualche regola. E se è un omicidio non si ferma finché non ha scoperto chi è stato, che poi lo sa che vuol dire perché lui pure ce l’ha un figlio, anche se lo perderà e il dolore e la rabbia accresceranno la sua forza e la sua determinazione. Non è da solo nella sua missione, con lui lavorano tre fidati colleghi: Clara Besson (Samira Lachhab), la psicologa Jeanne Delorme (Florence Maury) e Jonathan Nassib (Alexandre Achdjian).