Le stelle non tremano per Dolcenera: nuovo album per la cantautrice salentina con nudo (dipinto) d’autore in copertina

Come mettere in un solo disco la filosofia e la poesia, l’arte e le idee di personaggi come Pasolini e Kant, Monicelli e Platone, Hermann Hesse e Gandhi? Ci ha pensato Emanuela Trane, in arte e per tutti Dolcenera, che ne ha racchiuso le essenze nel suo nuovo, sesto album di inediti dal titolo Le stelle non tremano: “la tematica fondamentale ruota intorno alla paura del futuro – dice la cantautrice salentina – e si focalizza sui sentimenti che possono combatterla: il coraggio, l’amore sincero, la lealtà, la caparbietà e la resistenza, in una visione sempre positiva. Da uno sguardo sulla realtà governata dall’incertezza nasce così il bisogno di cercare sentimenti, valori e strade per poter esprimere la propria personalità”.

Le stelle non tremano, da lei scritto, arrangiato e prodotto per K6DN Records, arriva a tre anni da Evoluzione della Specie2 e non a caso è uscito l’11 settembre: “questa data – dice ancora Dolcenera – che tutti associano all’attacco alle Torri Gemelle, fu scelta da Gandhi nel 1906 per Satyagraha, il manifesto della lotta non violenta. La storia di questo album inizia proprio dall’11 settembre. Le stelle non tremano significa proprio questo: non avere paura”.

Non è un caso neanche che contenga 11 brani contaminati d’Africa e d’Oriente: Niente al mondo, Immenso, Un peccato, di cui trovate il lyric video a fine articolo, Figli del caos, Accendi lo spirito, Credo, il viaggio, 2vite, Fantastica, L’anima in una lacrima, Universale. Nel disco Dolcenera suona anche pianoforte e synth, e con lei suonano Paolo Valli (batteria e percussioni), Antonio Petruzzelli (basso), Mattia Tedesco (chitarre), Michele Papadia (hammond e piano elettrico), Michele Monestiroli & orchestra (archi), Daniele Moretto (tromba e trombino barocco), Alessio Nava (trombone), Francesco Sighieri (cori).

Bellissima la cover e anche il booklet dove la trentottenne di Galatina appare completamente nuda, con il corpo dipinto dal pittore e body painter Guido Daniele e fotografato da Paolo Cecchin.