La Rivincita: videoincontro con Michele Ventucci, Michele Cipriani, Deniz Ozdogan e Sara Putignano

Vincenzo e Sabino sono fratelli, uno è più portato a dare, l’altro a chiedere. Ma arriva il momento in cui da dare Vincenzo non ha più nulla. Poveri entrambi, Sabino per il fallimento del suo chiosco di fiori davanti al cimitero, Vincenzo per l’esproprio del suo campo perché devono costruirci sopra l’autostrada. Siamo in Puglia, trovare lavoro non è facile da nessuna parte figuriamoci al sud, patria del caporalato. E poi Maja, la moglie di Vincenzo, aspetta un figlio e anche se è una cosa normale, beh, ora la coppia non se le può più permettere le cose normali. Sabino e Angela invece un figlio già ce l’hanno: non gli piace giocare a pallone ma ballare la salsa, e non riesce a capire che i soldi non ci sono più nemmeno per le lezioni di ballo, e neanche perché la mamma non ce la fa più e se ne vuole scappare in Africa. Però alla fine qualcosa cambia, dopo mille sconfitte, sfortune, sfighe, passi falsi, scelte sbagliate e pentimenti e tragedie sfiorate, qualcosa cambia. La Rivincita è l’opera prima di Leo Muscato basata sul romanzo omonimo di Michele Santeramo (Baldini e Castoldi), che dopo una fortunata versione teatrale era pronta per il grande schermo ma, visto il periodo, giovedì 4 giugno sbarca invece direttamente su Rai Play per l’iniziativa #ilcinemanonsiferma e La Rai con il Cinema italiano – Otto film di Rai Cinema in esclusiva su RaiPlay.

Ad interpretare Vincenzo e Sabino sono Michele Cipriani e Michele Ventucci, mentre a Maja e Angela danno vita Deniz Ozdogan e Sara Putignano, tutti provenienti dal teatro. La Rivincita racconta dei nuovi poveri, di persone normali che improvvisamente si trovano immersi nelle sabbie mobili di quella “porca miseria” e più si affannano per risalire, più se ne sentono risucchiati. La povertà ha un impatto pesante e violento sulla vita, sulle relazioni, i legami e i sentimenti, sulla dignità e l’autostima. Non è difficile rivolgersi alle persone sbagliate: la disperazione è una brutta bestia, ti offusca la mente e poi, diciamolo, spesso alternative migliori non ce ne sono, e la criminalità è sempre lì, pronta a darti una mano in cambio della tua vita. Vincenzo quindi fa cose disperate, disposto a vendersi a pezzi pur di diventare padre, perché in fondo avere un figlio è una cosa normale. Maja e Angela sono entrambe alle prese con la maternità, desiderata dalla prima, un po’ ingombrante per la seconda, la fa sentire inadatta al ruolo, per così dire. Eppure, alla fine quello spirito che è in ognuno di noi, quell’amore, quella resilienza che certe volte non sospettiamo proprio di avere, ci salvano. E salvano Vincenzo e Maja e Sabino e Angela.

Il film attraverso la storia di una famiglia vuole dare voce a tutti gli invisibili del quotidiano che lottano con dignità e tenacia nonostante le infinite difficoltà – dice il regista che ha ambientato la storia nella sua Martina Franca – I componenti di questa famiglia sono eroi invisibili del mondo che ci circonda, involontari protagonisti di un incubo tutto meridionale. Ad un certo punto si trovano sul punto di perdere tutto: lavoro, terra, casa, credibilità, affetti, figli, stima, autostima… Ma queste situazioni apparentemente disperate, riescono ad affrontarle sempre con leggerezza. Abbiamo provato a fare un film dai toni prepotentemente realistici, senza scadere nella quotidianità. I nostri personaggi sono sempre in bilico fra realismo e paradosso, perché l’intento era descrivere un certo mondo che ci circonda, dandone un quadro fortemente evocativo e metaforico.’Non ti rassegnare, mai ti devi rassegnare’. È questo l’adagio che scandisce le loro giornate. Nonostante le batoste, loro rimangono in piedi e non mollano mai. Di fronte alle difficoltà, rilanciano sempre a testa bassa, con l’ottusa tenacia dei disperati stretta tra i denti. Forse è per questo che alla fine, quando riescono a prendersi la loro rivincita su tutto, noi sentiamo di voler assomigliare un po’ a loro”. Nel cast de La Rivincita anche Francesco De Vito, Franco Ferrante e Domenico Fortunato. La canzone finale No potho reposare, canto d’amore della musica tradizionale sarda, è arrangiata e interpretata da Paolo Fresu. Ecco il nostro videoincontro, durante la conferenza stampa di oggi su Zoom, con i quattro protagonisti: Michele Ventucci, Michele Cipriani, Deniz Ozdogan e Sara Putignano: