Se l’estate non vi sembra ancora abbastanza calda, aspettate di vedere La casa Il rogo del Male, sesto film della saga Evil Dead inaugurata nel 1981 da Sam Raimi, terzo sequel dopo La casa e La casa Il risveglio del male, al cinema dall’8 luglio con la regia di Sébastien Vaniček che l’ha scritto con Florent Bernard e lo stesso Sam Raimi che lo produce. Ma non dovete aver visto per forza i capitoli precedenti per godervi tutto l’orrore di questa storia, che è comunque una storia a sé, inquietante, terrificante e molto splatter.
E a renderla ancora più inquietante è il fatto che, pur servendosi di demoni, possessioni e apparizioni, è più legata alla realtà di quanto si possa immaginare, toccando temi familiari, con personaggi raccontati nel profondo. In particolare, tre donne di differenti generazioni: una così attaccata alla sua famiglia perché convinta che senza marito e figli da accudire e ai quali dedicare tutta la sua vita non varrebbe nulla; una più anziana affetta da un male altrettanto oscuro di quello demoniaco che ti incasina la testa rubandoti ricordi e dignità: l’alzheimer; e la più giovane delle tre che si lascia trasformare nell’oggetto di sfogo su cui il marito riversa tutta la sua violenza, poi vittima designata anche della violenza degli altri perché, in quanto estranea al nucleo che ha osato intaccare, è il perfetto caprio espiatorio del dramma.
All’origine di tutto, un lutto che invece di avvicinare le persone che rimangono, devasta equilibri e affetti scatenando una rabbia duratura e sensi di colpa profondi. E poi, ovviamente, la casa. Una casa fatiscente affidata al più giovane della famiglia che porta su di sé la colpa di essere sopravvissuto al fratello, dove qualcuno ha pronunciato qualche nome di troppo, aprendo un varco con l’Inferno.
Ne La casa Il rogo del Male il male del resto si sente già latente dalle prime immagini, ed è un male terreno, umano, subdolo. I demoni non sono che un mezzo per scatenarlo. E la realisticità di tutto questo alza l’asticella della paura: non potrebbe forse succedere a chiuque? Non è pericoloso odiare tanto? Non è rischioso annullarsi per gli altri? Tanti dunque i meriti di questo film, realizzato benissimo sia narrativamente che visivamente, senza utilizzare AI o CGI. Inclusa l’ironia che a tratti esplode inaspettatamente strappandoti pure una risata liberatoria.
Ci è piaciuta anche la resistenza sovrumana dei protagonisti che a volte nei film horror ci distoglie dalla credibilità della storia: massacrati di botte, mutilati, infilzati in mille modi, sbattuti al muro con violenza, tutti si rialzano e alla scena successiva sono già pronti per prenderle ancora. Soprattutto Alice, l’eroina de La casa Il rogo del Male, la ragazza che si salva da sola per cui è impossibile non tifare, interpretata da Souheila Yacoub. Nel cast anche Luciane Buchanane, Hunter Doohan, Tandi Wright, George Pullar, Maude Davey, Greta Van Den Brink.
