Jovanotti riparte a mille tra un tour mondiale, una festa al Circo Massimo e un disco improvvisato: videoincontro

di Patrizia Simonetti

Un incontro stampa fiume quello di Jovanotti, oggi, al Teatro della Cometa di Roma. Del resto, sono tante le cose di cui voleva parlare e ad ognuna ha dato un nome: un tour estero e uno italiano, un disco, i concerti, la bicicletta e la musica, che per lui è soprattutto ritmo, felicità, leggerezza e fuga. Ma andiamo con ordine.

Cominciamo da L’arca di Lorè, un nuovo grande progetto di musica live che l’anno prossimo lo porterà in tutto il mondo. Si parte dall’Australia: prima Brisbane su un moderno palco sul fiume, e poi Adelaide, in un’unica grande jam a celebrare la contaminazione tra le culture del Pacifico tra pop, aborigeno, elettronico, indie. Da qui a Kinshasa, in Congo, a Pula in Croazia, dove Jovanotti suonerà nell’anfiteatro romano meglio conservato al mondo.

E poi Monaco in Germania nell’ambito del Tool Wood Festival che unisce musica, tecnologia e sostenibilità; Eisenstadt in Austria al Butterfly Dance; Barcellona in Spagna al Cruïlla Festival; Montreux in Svizzera al Jazz Festival e Vaduz nel Liechtenstein al Vaduzsoundz Festival. E altri concerti ancora che si aggiungeranno, tutti organizzati e selezionati con international booking Musicalista e Trident Concerts.

Ad accompagnare Jovanotti in questa nuova avventura, musicisti storici e i nuovi compagni di viaggio provenienti da diversi continenti e culture. Tra i primi, Saturnino al basso a fianco di Lorenzo da ben trentacinque anni, Adriano Viterbini alla chitarra, Christian Rigano alle tastiere elettroniche, Franco Santarnecchi alle tastiere analogiche, Carmine Landolfi alla batteria, Moris Pradella alla seconda chitarra e ai cori con Micol Touadi e Jennifer Vargas, Leo di Angilla e Kalifa Kone alla sezione ritmica e alla sezione fiat creata da Gianluca Petrella, Camilla Rolando alla tromba e Sophia Tomelleri al sax.

Nel frattempo si arriva all’estate ed ecco che L’Arca di Lorè diventa Jova Summer Party, un tour che rinnova l’esperienza di grande successo del Jova Beach Party lasciando le spiagge e aprendosi a nuovi spazi da trasformare  in luoghi di incontro e di festa. Prodotto e organizzato da Trident Concerts, Jova Summer Party, dal 7 agosto al 5 settembre si fermerà a Olbia, Barletta, Catanzaro, Palermo e Napoli per un viaggio che abbraccia il Sud per poi risalire al centro, dove la musica partirà già nel primo pomeriggio con artisti internazionali, dj e realtà locali che costruiranno una scaletta unica, sempre diversa per ogni party, traformando ogni spazio scelto in un villaggio allegro e colorato con aree di intrattenimento, zone relax e un villaggio food & beverage con un occhio attento alle specialità regionali.

Il Jova Summer Party chiuderà il 12 settembre a Roma, al Circo Massimo, con una grande festa intitolata Jova al Massimo, stessa formula dei concerti precedenti, una festa per ballare, suonare, cantare. Belkla la locandina con lui che cavalva la Lupa e guida la biga. E tra tutto ciò c’è il Jovagiro: tutti i trasferimenti tra un luogo e l’altro saranno infatti in bicicletta.

Ed eccoci a Niuiorcherubini, il nuovo disco di Jovanotti per cui non si dovrà attendere così tanto, ma solo pochi giorni: fuori infatti giovedì 20 novembre con Island Records, Niuiorcherubini è un album non programmato ma improvvisato in sei giorni di jam session a New York nell’ottobre del 2025, registrato in presa diretta su nastro analogico, senza sovraincisioni e senza correzioni. Contiene nate da appunti sul cellulare, con ritmi improvvisati e linee di basso scoperte in un pomeriggio, e una parola chiave che era suonare, non pensare, il titolo un omaggio a dallamericaruso.

Nel lungo incontro di oggi Jovanotti ci ha raccontato con grande entusiasmo tutto questo, parlando anche del suo modo di affrontare la cupezza del nostro tempo, che non è quello di esternare disagio o protestare, ma di fare musica semplicemente per rallegrare e ballare, dove questo ancora si può fare. Perchè gli artisti Insomma, semmai vi fosse aspettati anche una nuova Il mio nome è mai più, inno contro le bombe e la guerra, al tempo nell’ex Jugoslavia, realizzato per Emergency assieme a Piero Pelù e Ligabue nel 2004, peraltro riuscito l’anno scorso in una nuova versione, beh, non lo avrete. Spazio invece, nelle tante parole di oggi, anche a Sanremo, a Geolier e a Gigi D’Alessio. Ecco il nostro videoincontro di oggi con Jovanotti: 







Le Foto sono di Angelo Costanzo