Micaela Ramazzotti: le donne sono solidali. Intervista alla dark lady di Ho ucciso Napoleone, opera seconda di Giorgia Farina

Micaela Ramazzotti torna al cinema in un ruolo a lei poco consueto, quello della dark lady in cerca di vendetta. A scegliere la signora Virzì è stata la giovane regista Giorgia Farina per il suo secondo film Ho ucciso Napoleone, nelle sale da giovedì 26 marzo dopo l’anteprima al Bif&st 2015. Nel film lei si chiama Anita.

Micaela, chi è Anita?

Anita è una diavolessa, un satanasso, una donna dal cuore gelido, anzi congelato, per cui è irraggiungibile, fredda, algida, acida, scandalosa a modo suo, detesta l’idea melensa della famiglia, non ha alcuna intenzione di metterne su una, non la vuole, come non vuole i bambini e non ama gli uomini, è rigida e frigida, incontra un uomo solo una volta al mese ed è anche troppo.

La classica donna in carriera che non vuole legami

Sì, lei vuole solo lavorare, dalla selezione del personale alla conferenza a Tokyo, vive in cima a un grattacielo da sola perché la solitudine crede sia fonte di creatività e di lavoro, e la possibilità di una scalata verso il successo e il potere. E non è che viene licenziata perché è incinta, ma solo perché è veramente perfida e ha un carattere tremendo. E poi non è certo il ritratto della donna virtuosa o edificante, ma quello di una donna forte e determinata che ha voglia di portare a termine la sua vendetta. Quindi la escogita con precisione perché lei è una matematica e possiede una grande lucidità.

Dall’unica scena del film in cui si vede da piccola, non sembrerebbe però che sia stata sempre così…

Certamente no, il suo è un modo di essere che deriva da una ferita dell’anima. Una donna che agisce in questo modo proviene da una famiglia incasinata, come del resto tutte le famiglie di questo film che sono artefici di figli infelici.

Però lei nutre per Anita una certa simpatia…

Sì, lei mi piace molto perché non si piange addosso e non si lagna. Ed è un tipo di donna che mi affascina perché generalmente siamo tutte docili, carine, ci dedichiamo ai figli, ma lei no, persino quando partorisce e mette su una seconda vendetta è veloce, pratica, trova la sua segretaria, la sua baby sitter, insomma, riesce in fretta a organizzarsi anche da madre. Mi è piaciuto questo suo modo di vedere e ho trovato eccitante interpretarla. Anche perché non avevo mai interpretato un personaggio così.

Peraltro una donna molto bella, ma che non approfitta della sua bellezza

Anita non è una donna che vuole sedurre perché la seduzione non le serve. Piuttosto è una donna che vuole combattere, vuole essere com’è e lo dice nella frase che pronuncia nel finale, rientrando al lavoro ancora più forte di prima. C’è solo una parentesi in cui si addolcisce e forse cade un po’ nel sentimentale anche lei, ed è quando si sposa. Ma non appena scopre la doppia personalità del marito, subito riparte per un’altra vendetta ed è il bello di questo personaggio che incarna un’ inversione di tendenza, si cominciano a vedere molte dark lady al cinema.

Sente di somigliarle un po’?

Assolutamente no, siamo molto diverse. Io non sono proprio una matematica calcolatrice come Anita e per mettere su una vendetta devi essere così. Io invece sono troppo passionale. Ma il bello di questo mestiere è proprio interpretare donne differenti che non ti assomigliano e quindi avvicinarti a loro. E adesso avevo voglia proprio di questo, di mettermi una maschera, degli occhiali pestiferi e dei capelli da diavolessa e interpretare una donna così forte che solo una regista tanto giovane come Giorgia Farina poteva raccontarne la storia in maniera sfacciata, allegra e irriverente.

Ed è chiaro che anche il film le piace molto

Mi piace trovarci i toni del pulp, della comedy, del dark, a tratti ricorda certi film a fumetti di Quentin Tarantino.

Giorgia Farina sembra credere nell’amicizia femminile, lei?

Io credo che le donne tra loro sono solidali. Certo a volte si parlano dietro, ma poi fanno la pace. Si azzuffano come la gatte, ma non fanno le guerre come gli uomini.

Anche qui appare incinta, ma non è davvero la sua pancia come nel film della Archibugi Il nome del figlio dove si vede lei che partorisce per davvero?

No, qui la pancia no nera vera, ma tanto io recito con la pancia in tutti i miei film.

A che punto si sente della sua carriera?

Carriera? Ho solo 36 anni e sono appena all’inizio. Posso dire però che mi piace fare ruoli diversi, come in questo caso.

Il prossimo?

Sarà nel nuovo film di mio marito Paolo Virzì.

Quello che avete girato in parte durante il Carnevale di Viareggio e che si chiamerà Un po’ di felicità o La pazza gioia?

Non posso dire nulla per ora, mi dispiace.