Intervista a Francesco Tesei: il mentalista a teatro con Mind Juggler

di Carlo Ferretti

Tesei2Un viaggio alla scoperta della mente. Delle magie e degli inganni del pensiero. Francesco Tesei torna sul palcoscenico con Mind Juggler, in italiano il giocoliere della mente. Dal Teatro Vittoria a Roma parte giovedì 26 febbraio il quinto e ultimo anno di repliche di uno show visto già da oltre centomila spettatori. Ritenuto il più importante mentalista italiano, Tesei pone sotto la lente d’ingrandimento uno degli aspetti più intimi e misteriosi, il nostro pensiero, toccando temi comuni a ogni uomo, domande universali e oltremodo affascinanti: “cosa so di me stesso? Quanto sono libero? Cosa mi lega agli altri? Che cosa è la realtà? Quali illusioni governano la nostra mente?”. Con un background da illusionista internazionale e la passione per la psicologia, Tesei è autore, regista e interprete di una sorta di “danza della realtà” che stupisce il pubblico, protagonista mentre assiste dal vivo a ciò che ha potuto vedere settimanalmente in TV su Sky nel programma Il mentalista. “Sono contento ed emozionato all’idea che questo sia l’ultimo tour di uno spettacolo che mi ha fatto compagnia per cinque anni  – racconta Francesco Tesei – è l’ultima occasione per sperimentare il mentalismo dal vivo”.

Iniziamo Francesco, per quei pochi che ancora non ti conoscono, a spiegare l’essenza del mentalismo, tu che a buon ragione sei il mentalista per antonomasia…

Il mentalismo è una forma d’arte e di spettacolo, qualcuno equivocando pensa sia una scienza. Non lo è, perché la scienza è rigida e va alla ricerca della verità con la V maiuscola. Il mentalismo invece si sente libero di attingere da qualsiasi tecnica o anche inganno in un certo senso, per uno scopo che è quello di stupire le persone, meravigliarle e insieme facendole ragionare su alcuni meccanismi della mente e della comunicazione. Il mentalismo attinge da questi mondi: dalla psicologia, dalle tecniche di comunicazione subliminali e simili e dal mondo dell’illusionismo. Sono questi aspetti che fusi insieme permettono di mettere in scena uno spettacolo che vuol far riflettere sul potere della comunicazione, il potere dell’inconscio che non ho solo io ma che abbiamo tutti noi. Io ripeto sempre: non ho alcun potere soprannaturale , né paranormale. Comincio il mio spettacolo con una frase di Milton Erickson, tra gli psichiatri e psicoterapeuti più noti del 900: “ognuno di voi è molto più di ciò che pensa di essere e sa molto più di ciò che pensa di sapere”.

Francesco_Tesei_mentalista_spettacolo1Possiamo dunque affermare che al centro di tutto ci sono i nostri pensieri e che il mentalismo aiuta a rispondere a domande spesso destinate a rimanere senza risposta, come ad esempio: cosa so di me stesso, il legame con gli altri…

Esatto, giustissimo. Al centro dello show c’è la nostra mente, c’è la realtà e il modo in cui la percepiamo: spesso in maniera oggettiva come fosse indipendente da noi. Io invece voglio far capire che la realtà si plasma sulla base dei nostri pensieri. La percezione è quindi mutevole, ingannevole e siamo noi stessi che ci inganniamo da soli, è la nostra mente che ci fa cadere in trappola. Così tocco temi universali, quelli ai quali accennavi tu: quanto siamo condizionabili? Le nostre scelte sono libere o ci sono delle forze invisibili che ci guidano, indirizzando anche i nostri pensieri?  Ma torno a dire, non parlo di forze paranormali, ma di forze sociali come moda e politica che in qualche modo influenzano le nostre scelte. Non è una conferenza, si ride, si resta stupiti e si dice: “sono senza parole”.

È proprio il caso di dirlo, mi hai letto nel pensiero! Infatti ti stavo per chiedere quale fosse la reazione più comune delle persone dopo il tuo spettacolo…

Ogni persona è un mondo a se stante. Le reazioni però sono simili e il punto di partenza è diverso perché ognuno viene con le proprie convinzioni: dagli appassionati delle filosofie orientali agli scettici e  alla fine sono tutti d’accordo: chi ha avuto conferma delle sue convinzioni preesistenti, chi racconta di aver verificato di persona. E soddisfazione ancor maggiore per me, lo spettacolo serve da molla per appassionarsi o riappassionarsi a se stessi e alla propria mente per comunicare meglio con gli altri. Se quello che faccio sul palco sia psicologia, comunicazione, illusionismo, poco importa, il mio compito è creare una suggestione efficace ed essere coinvolgente, emotivamente e intellettualmente.

Sostanzialmente la differenza tra un mago e un mentalista è che il mago resta sul ludico mentre l’altro analizza più capillarmente la percezione della realtà e i suoi condizionamenti

Bravo, hai centrato il nodo della questione. Il mago dice di chiudere gli occhi, di sognare, di vedere le ragazze che volano. Io voglio stupire ma restando con i piedi per terra, ponendo questione pratiche quotidiane come le nostre scelte e i nostri condizionamenti.

TESEIParliamo del potere della comunicazione, spesso ai più nascosto: direi che sarebbe lo spettacolo particolarmente indicato per i giornalisti!

Ah, hai ragione, dico spesso che anche i giornalisti sono dei mentalisti perché entrambi utilizzano il potere delle parole per plasmare la realtà o la percezione di essa.

Quali sono le differenze tra lo spettacolo teatrale e quello televisivo visto su Sky?

Il programma TV mi ha permesso di fare degli esperimenti impossibili a teatro come gettarmi dall’aereo o farmi incatenare. In TV però non c’è interazione, ecco la differenza. A teatro il pubblico è protagonista, quando si parla di sfondare la quarta parete, il mio spettacolo ne è l’esempio. Io chiamo le persone sul palco lanciando un peluche: diventa evidente che non c’è nulla di preparato.

Conclusa la lunga avventura con Mind Juggler, cosa bolle in pentola per il futuro?

Sono al lavoro per un nuovo spettacolo teatrale, la mia dimensione resta il live. Voglio andare avanti, sono in un periodo creativo. Stiamo scrivendo. E compatibilmente con i tanti impegni, non escludo anche la scrittura di un nuovo libro dopo le soddisfazioni ricevute da Il potere è nella mente.

Mind Juggler resterà al Vittoria di Roma fino all’8 marzo. Il 10 marzo sarà a Modena, Teatro Michelangelo, il 13 marzo a Bergamo al Creberg, il 20 marzo a Pescara al Massimo, il 21 marzo a Civitavecchia, dal 26 al 29 marzo a Catania, Teatro Il gatto blu, l’11 aprile al Manzoni a Monza e il 6 maggio a Genova, Teatro Politeama Genovese. Per tutte le altre notizie: www.ilmentalista.com