Intervista a Michele Placido, Don Mimì in Io che amo solo te: il primo amore? Non te lo scordi mai. Un figlio gay? Ne ammirerei il coraggio

Michele Placido è tornato sul grande schermo, questa volta solo in veste di attore, anche se dopo La scelta tornerà presto anche dietro la macchina da presa. Il suo ruolo è quello di Don Mimì nel film di Marco Ponti Io che amo solo te accanto a Maria Pia Calzone che invece è Ninella. I due si amano da sempre ma la famiglia di lui decise tanto tempo fa che non dovevano stare insieme, così si sono entrambi rifatti una vita per poi ritrovarsi, anche solo per un ballo e per un solo bacio, al matrimonio dei loro figli (interpretati da Riccardo Scamarcio e Laura Chiatti) che, guarda caso, si sono incontrati e innamorati.

Placido, al centro di questo film c’è il matrimonio e lei, se non sbaglio, si è sposato tre volte, quindi ci crede?

Legalmente sì, mi sono sposato tre volte. Al matrimonio ci credo all’americana, non all’italiana, tanto che adesso neanche il Vaticano ci crede più e ha fatto sapere che adesso li annulleranno più facilmente…

Cioè?

Il matrimonio è un atto civile che serve a dare dei diritti ai figli e ad assestare la società, che è fatta di famiglie che vanno assestate. Quando un matrimonio fallisce se ne fa un altro, come il presidente della Repubblica. Questa idea cattolica del matrimonio è tutta nostra italiana, altri paesi sono più avanti di noi come l’Inghilterra, la Germania… Nel matrimonio ci si crede finché funziona, è un contratto vero e proprio, è sempre stato un contratto, sia davanti alla chiesa che davanti a un tribunale. Oggi i giovani si sposano ma dopo un anno di matrimonio già lo annullano, diciamo che è un’istituzione in crisi, questo sicuramente.

Nel film si racconta la struggente storia di un primo amore perduto… lei il suo se lo ricorda?

Beh, il primo amore te lo porti dietro sempre, come si suol dire, non si scorda mai, è quello che per ciò che accade nella vita o per nostre scelte sbagliate non si conclude e poi si fanno altri matrimoni. Se io fossi rimasto al mio paese, Ascoli Satriano, in Puglia proprio come nel film, lo avrei tenuto il mio primo amore, purtroppo sono venuto a Roma a fare l’attore. Succede, gli eventi della vita ti portano a fare scelte diverse. A volte quando torno giù e capita di ci incrociarci, non ci salutiamo neanche, c’è troppo imbarazzo.

E com’era il suo primo amore?

Era una ragazza semplice del mio paese e credo di aver ritrovato le stesse caratteristiche nella mia ultima moglie che è Federica Vincenti che è semplice e del mio paese, moglie e buoi dei paesi tuoi, ci mettiamo pure questo… se è difficile tra una famiglia pugliese e una romana, succede ad esempio che un’unione tra un italiano e un inglese può entrare in crisi più facilmente di uno tra due italiani.

E un matrimonio tra due persone dello stesso sesso?

Io sono un po’ tradizionalista lo ammetto, ma è più forte di me. Però vorrei che qualsiasi unione gay, lesbo o trans abbia una possibilità di difendersi nella vita e di fronte alla legge e allo stato, poi la Chiesa può pensare come vuole. Io come ho detto sono tradizionale, ma poi quando vedo una coppia di donne che si vuole bene o di ragazzi che si amano gli darei tutto, tutte le possibilità civili e perché no, anche religiose, sarebbe meraviglioso, ma non è facile mettere insieme tutto. Certo quando si parla di adozioni lì mi fermo un po’, per due donne però la vedo più semplice, forse perché penso all’istinto materno. Poi se i tempi cambiano bisogna andare civilmente con i tempi che cambiano, per cui bisogna cambiare anche la mentalità. D’istinto, essendo anche meridionale, certe cose mi fanno un po’ timore, però di fronte a una bella storia d’amore passa tutto.

Eppure in Parlamento se ne discute tanto e non si è ancora arrivati a niente…

In Parlamento non sono d’accorso in parlamento perché sanno che se vanno contro la Chiesa perdono i voti e non gliene frega assolutamente nulla della felicità altrui.

A proposito di gay, nel film suo figlio, proprio nel bel mezzo del matrimonio del fratello, fa coming out. Lei ha cinque figli, come reagirebbe se uno le rivelasse di essere omosessuale?

Quando uno è corretto e leale si può permettere qualunque scelta sessuale. E poi mio figlio è sempre mio figlio. Inoltre se fa una scelta sessuale di un certo tipo in un paese come il nostro, posso apprezzare anche il coraggio.

Placido, presto tornerà dietro la macchina da presa…

Oltre a mattere in scena la regia teatrale di Tradimenti di Pinter con Ambra Angiolini e Francesco Scianna, a breve inizio le riprese del mio nuovo film da regista che si chiama Undici donne e sette minuti sempre con Ambra, e con Cristiana Capotondi, Fiorella Mannoia e Violante Placido.

Una dei suoi cinque figli…

Infatti.