Il ritorno di Mary Poppins, videointervista alla ‘voce’ Domitilla D’Amico

Se vi aspettate una versione moderna e con effetti speciali di ultima generazione da lasciare voi e i vostri figli a bocca aperta, resterete delusi. Il ritorno di Mary Poppins, diretto da Rob Marshall (già con la Disney per Pirati dei Caraibi – Oltre i confini del mare e Into the Woods) in sala da giovedì 20 dicembre, è il film di Natale, per quanto Disney, un po’ rétro, omaggio puro e quasi semplice, perché così è stato voluto, al classico Mary Poppins di Robert Stevenson del 1964 che segnò il lancio nel mondo cinematografico di Julie Andrews. Stavolta ad interpretare la tata magica nel sequel è Emily Blunt (La Ragazza del Treno, Into the Woods) che non è per niente male, anche grazie, nella versione italiana, al doppiaggio di Domitilla D’Amico e, nel cantato, di Serena Rossi, ma ci si chiede se il film non annoierà i bambini di oggi, viste le immagini in animazione tipiche dei cartoni di una volta, e anche quelli di ieri che magari alcune scene clou le hanno già viste tanto tempo fa, come la protagonista che scende dal cielo, per quanto stavolta grazie a un aquilone, o il balletto dei lampionai che nell’originale Mary Poppins vedeva protagonisti gli spazzacamini, ma con una coreografia e un’ambientazione notturna molto simile. “Abbiamo cercato di conservare l’essenza delle opere di Travers abbracciando la natura classica e la bellezza dei libri e portando avanti l’eredità dei meravigliosi mondi da lei creati – ha spiegato Rob Marshallma allo stesso tempo abbiamo rivisitato quel mondo in modo completamente nuovo, con una nuova storia e una nuova colonna sonora. Inoltre, abbiamo cercato di rendere il racconto più accessibile per il pubblico moderno così da poter coinvolgere tutte le famiglie”. E a proposito della colonna sonora, le nuove canzoni, per quanto firmate da Marc Shaiman e Scott Wittman, entrambi vincitori dei prestigiosi Tony Award, almeno nella versione italiana non risultano orecchiabili e accattivanti come le indimenticabili Supercalifragilistichespiralidoso o Un poco di zucchero. E neanche la trama a dire il vero è proprio il massimo, ma di quello forse dovremmo parlare con l’autrice, P.L. Travers, che pubblicò nel 1934 il libro Mary Poppins, da cui trent’anni dopo fu tratto il film, continuando poi a scriverne in altri sette libri mai passati al cinema, che sono poi quelli dai quali è tratto Il ritorno di Mary Poppins grazie alla sceneggiatura di David Magee.

Siamo a Londra negli anni Trenta, c’è la grande depressione e in tanti se la passano davvero male. Come Michael Banks (Ben Whishaw) che assieme alla sorella Jane da piccolo era stato toccato dalla magia di Mary Poppins. Ora che però è grande e ha perso la giovane moglie ritrovandosi solo con tre figli, Annabel, Georgie e John (Pixie Davies, Nathanael Saleh e l’esordiente Joel Dawson) non riesce più ad essere felice e soprattutto a sperare in un futuro migliore. Mettici pure un banchiere (Colin Firth) che non vede l’ora di mettere le mani sulla loro casa, e la situazione si fa veramente dura. I suoi tre ragazzi sono diventati grandi troppo in fretta, sono loro che, ad esempio, chiamano l’idraulico se si allaga la cucina o vanno a fare la spesa per la colazione se in dispensa non è rimasto nulla da mangiare, anche se la domestica Ellen (Julie Walters) ci mette del suo e anche la zia Jane (Emily Mortimer), sorella di Michael, che fa la sindacalista. Abitano ancora al numero 17 di Viale dei Ciliegi per cui Mary Poppins sa bene dove dirigersi quando arriva, da chissà dove, a dar loro una mano, soprattutto per ritrovare quella magia e quella fantasia che in famiglia sembrano aver definitivamente perduto, e per ottime ragioni aggiungerei. A darle una mano un sempre allegro lampionaio interpretato da Lin Manuel Miranda. Non mancano i camei come quello di Meryl Streep, una delle parti migliori del film, negli stravaganti panni di Topsy, cugina di Mary Poppins, un personaggio forse ispirato a Topsy Tarlet presente nei libri della Travers. E quello sul finale della signora in giallo Angela Lansbury che fa la signora (non in giallo) dei palloncini, senza dimenticare l’interpretazione di Dick Van Dyke di Mr. Dawes, direttore in pensione della banca.

A dare la voce a Mary Poppins nella versione italiana de Il ritorno di Mary Poppins è Domitilla D’Amico, da sempre doppiatrice di Emily Blunt, peraltro mamma di due bimbi e grande fan della tata magica, così l’abbiamo incontrata per parlare con lei del film e del suo personaggio che non le dispiacerebbe affatto incontrare per davvero, magari per un aiutino in casa con i bambini… Ecco allora la nostra videointervista a Domitilla D’Amico: