Benedetta Porcaroli è Holly in Il rapimento di Arabella, opera seconda della sceneggiatrice e regista Carolina Cavalli che l’aveva già voluta in Amanda. Al cinema da giovedì 4 dicembre, il film ci immerge in un mondo surreale che Holly cerca di affrontare a suo modo, con piccoli ricatti alle persone che incontra, verso le quali nutre un’istintiva quanto incondizionata sfiducia, come nel mondo stesso in cui non si trova a proprio agio, sconnessa dalla realtà e dagli altri.
Ma anche gli altri sono strani, come se non dicessero mai la verità e si fossero un po’ persi pure loro. Eppure Holly appare quasi forte in alcune situazioni, ma non lo è, mentre si contraddice con sé stessa. Studia fisica ma lavora in una pista di pattinaggio, tiene il punto ma ha paura del domani, del futuro, di tutto. Perché quello che voleva essere non è, perché la vita è una soltanto e lei ha imboccato la strada sbagliata, ha fallito con sé stessa, i suoi ricordi non sono che rimpianti.
Così anche l’occasione di riprovarci, di vivere di nuovo quella vita ma nel modo giusto, dimenticando il trauma dell’abbandono, non è che una sua invenzione, una sua illusione, qualcosa che non è reale, se non per lei. Così non ci pensa due volte a portar via dall’autogrill Arabella, una ragazzina ribelle quasi quanto lei avrebbe voluto essere, che le somiglia e che a guardarla bene, anche come cammina, potrebbe davvero essere Holly da piccola, il suo doppelgänger in uno di quegli incontri che si vedono nei film di fantascienza dove il tempo ha fatto dei buchi nello spazio e viceversa.
Arabella dal canto suo è molto furba, capisce che dar ragione a Holly è l’unico modo per scappare di lì, da un padre irrealizzato e depresso che non ama. In qualche modo Holly e Arabella si manipolano a vicenda e partono insieme per un viaggio sgangherato che le unirà così tanto da separarle quando la realtà irromperà nel loro mondo. Ma l’intento del film e della storia è proprio quello di saperla accogliere quella realtà, anche se imperfetta e dolorosa, di diventarne parte, di crescere rispettando sè stessi, cogliere il bello che non sempre è altrove e ritrovare il vero senso delle cose.
Il rapimento di Arabella è valso a Benedetta Porcaroli il meritatissimo premio per la migliore attrice nella sezione Orizzonti a Venezia 82. Ma un grande applauso va anche alla piccola esordiente Lucrezia Guglielmino che interpreta Arabella e un altro a Marco Bonadei che dà vita a un tenero poliziotto amico, forse innamorato. Perfetti Chris Pine nel ruolo del papà di Arabella e Eva Robin’s in quello di Granatina, un’altra occasione perduta per Holly, perdutasi a sua volta. La nostra videointervista a Benedetta Porcaroli e Caterina Cavalli:
Le Foto sono di Angelo Costanzo
