Il Nodo: videointervista a Ludovica Modugno

Una maestra elementare e la mamma di uno dei suoi alunni. Non è un semplice colloquio nell’ora del ricevimento, c’è molto altro, molto di più: la prima è sconvolta, attende ansiosa che squilli il telefono, l’altra arriva niente affatto attesa e vuole capire, capire perché suo figlio è tornato a casa con il corpo pieno di lividi, chi l’ha picchiato, chi gli ha fatto del male, un suo compagno, il branco, la maestra stessa? E perché? E perché è stato sospeso, proprio lui che è la vittima… un nodo da sciogliere, un dramma cui tentare di dare una spiegazione perché non è finita mica lì, e il senso di colpa rischia di soffocare entrambe. E lo scontro, duro, violento, è inevitabile. Approda all’Ambra Jovinelli di Roma, dal 4 al 15 marzo Il Nodo, scritto dalla drammaturga statunitense Johnna Adams e interpretato sul palcoscenico da Ludovica Modugno e Ambra Angiolini dirette da Serena Senigallia, che porta in teatro un tema quanto mai attuale come quello della scuola, del bullismo, dell’inadeguatezza del senso di madre che molte donne provano, strette tra il lavoro e la famiglia e il tempo che non basta mai, e del senso di responsabilità che si fa pesante in certi tempi, come il nostro, per chi è chiamata a educare, istruire, aiutare a crescere gli uomini di domani.

Il Nodo è ambientato in una classe di quinta elementare della scuola pubblica di Lake Forest, piccolo centro abitato nei dintorni di Chicago – dice la regista – ma attenzione: il dove non è importante, importante è il quando e soprattutto il perché. Quali sono le responsabilità educative dei genitori e quali quelle delle istituzioni nei confronti dei figli? Di chi è la colpa se i nostri figli si trasformano in vittime o carnefici? Com’è possibile che si possa scatenare una violenza tale da indurre un ragazzo o una ragazza ad uccidersi? Dove sbagliamo? Chi sbaglia? Di chi è la responsabilità? Il Nodo non è semplicemente un testo teatrale sul bullismo (il che, comunque, basterebbe a renderlo assolutamente attuale e necessario), è soprattutto un confronto senza veli sulle ragioni intime che lo generano. Osa porsi le domande assolute come accade nelle tragedie greche, cerca le cause e non gli effetti. Ed è questo aspetto ad attrarmi di più”. Ne abbiamo parlato con la maestra, ecco la nostra videointervista a Ludovica Modugno: