Il Nero nel Cinema, negli abiti e nella musica: videointervista a Fabio Frizzi al Festival del Cinema di Spello

di Patrizia Simonetti

Il Festival del Cinema di Spello è anche musica e colori. Il nero nel cinema il titolo della conferenza svoltasi questa mattina nella Sala dell’Editto di Palazzo Comunale dedicata a costumi, trucco e musica nel cinema noir, moderata dalla storica del costume Arianna Duranti alla quale è intervenuto anche il Maestro Fabio Frizzi che poi abbiamo incontrato a margine. 

Il tema è legato alla mostra, inaugurata ieri nella sala Sala Crispoldi in piazza della Repubblica, intitolata Attraverso il nero. Luciano Lapadula, storico del costume, e Vito Antonio Lerario, fashion designer, hanno infatti creato un percorso attraverso due secoli di moda dedicato al colore nero degli abiti del cinema: dai capi di alta moda degli anni venti firmati da Jenny Sacerdote e Jean Patou, fino alle creazioni iconiche di Yves Saint Laurent, Jean Paul Gaultier e Giorgio Armani, intrecciando eleganza, identità e immaginario cinematografico.

Ad aprire Il nero nel cinema è stata Paola Viscuso, docente dell’I.S.S. Cavour-Marconi-Pascal di Perugia, ci ha accompagnato in un viaggio dell’abito nero nel tempo dalla sua trasformazione da vestito per lutto a tubino da sera elegante e seducente, non senza glamour e scandali. A cominciare dal 1927 e dall’LBD, ovvero il Little Black Dress creato dal costumista Travis Banton per Clara Bow, icona del tempo nonché ispiratrice di Betty Boop, nel film muto Cosetta (IT), per arrivare al trio di lunghi capi neri ed eleganti indossati da Meryl Streep, Anne Hathaway e Emily Blunt ne Il Diavolo veste Prada nel 2006.

E passando per l’abito senza spalline di Jean Louis indossato da Rita Hayworth in Gilda nel 1946, per il tubino nero Givenchy di Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany nel 1961, per lo scollato di Anita Ekberg ne La dolce vita firmato da Fernanda Gattinoni e quello castigato con colletto e polsini bianchi di Yves Saint Laurent portato da Catherine Deneuve in Bella di Giorno nel 1967, e l’abito lungo disegnato da Thierry Mugler per Demi Moore in Proposta Indecente nel 1993. A seguire la make-up artist Chiara Scardaoni ha tracciato un excursus del nero nel trucco di donne e dive dagli anni del bianco e nero fino ai giorni nostri.

Infine è intervenuto Fabio Frizzi, celebre compositore di colonne sonore soprattutto di film horror, ma non solo, nonché fratello del compianto Fabrizio Frizzi. Al termine della conferenza, lo abbiamo incontrato per parlare del nero nel cinema e nella musica, della lunga collaborazione con Lucio Fulci, delle sue musiche da film, della sua chitarra, fino al ricordo del fratello Fabrizio. Ecco la nostra videointervista a Fabio Frizzi e il video della mostra Attraverso il nero







Le Foto sono di Angelo Costanzo