Il meglio deve ancora venire, commedia degli equivoci sulla morte

È stato uno dei film più apprezzati lo scorso anno alla Festa del Cinema di Roma Il meglio deve ancora venire, che ha regalato una standing ovation ai registi Matthieu Delaporte e Alexandre de La Patellière e agli attori protagonisti Fabrice Luchini e Patrick Bruel. Una classica commedia alla francese che diverte e commuove, un buddy movie che si trasforma in un film on the road, una storia d’amicizia e un inno alla vita che se ne va.

Luchini e Bruel sono Arthur e César, grandi amici dai tempi dell’infanzia, da quando, facendo i discoli in collegio, venivano messi insieme in punizione.  Due caratteri opposti: Arthur è un medico pacato, ricercatore all’Istituto Pasteur, sempre ligio alle regole, con una figlia e un’ex moglie di cui è ancora innamorato; César invece è un cialtrone simpatico e strafottente, un uomo d’affari squattrinato e combinaguai che colleziona avventure senza mai legarsi davvero ad una donna.  Una formica e una cicala li definiscono i registi, due poli opposti che si attraggono. Quasi per caso Arthur scopre che l’amico è affetto, senza saperlo, da una malattia incurabile, ma, quando cerca di informarlo, per un enorme malinteso César crede che sia Arthur ad essere in fin di vita. A questo punto l’equivoco diventa menzogna e i due decidono di recuperare il tempo perso cercando di esaudire ognuno i sogni dell’altro, in un mix di ricordi e nuove avventure che li porterà da Parigi a Biarritz, fino in India. Perché Il meglio deve ancora venire

“Come si può far ridere con il lutto? Come ci si accosta al senso di perdita e lo si tratta in forma di finzione rifiutando di utilizzare le armi del dramma?” Da queste domande sono partiti Delaporte e de La Patellière, celebri autori di commedie per il cinema ed il teatro che da oltre 20 anni lavorano insieme. Il loro titolo più famoso è certamente Cena tra amici (Le prénom) da cui è stato tratto anche il remake di Francesca Archibugi Il nome del figlio, ma sono stati anche sceneggiatori del fortunato Papa ou maman? che ha ispirato l’omonima serie tv da loro stessi ideata e il film di Riccardo Milani Mamma o papà?

Da sempre i due autori hanno preso spunto dalle proprie esperienze personali, analizzando, raccontando e ironizzando il contesto in cui sono cresciuti, la società borghese con le sue contraddizioni, la scuola, la famiglia disfunzionale, il divorzio ed ora, alla soglia dei cinquant’anni, hanno fatto i conti con il tempo che passa,  con la perdita delle persone care e con la morte che si avvicina. “Invece di fuggirla e di eluderla – essendo la scrittura a quattro mani di per sé una pratica psicoanalitica piuttosto divertente – abbiamo deciso di affrontare di petto il tema, consapevoli che al di là della nostra sensibilità nulla è mai più divertente di quello che ci fa realmente paura e che il dramma è l’unica materia valida della commedia”.  Così spiegano i registi che hanno passato mesi a cercare di ridere di temi urticanti, dalle malattie ai funerali, alle angosce esistenziali. Poi, su consiglio di de La Patellière, Delaporte ha letto La cura Schopenhauer di Irvin Yalom, in cui il protagonista affetto da tumore alla pelle si interroga su come passare il tempo che gli rimane. Incuriosito dalla descrizione del melanoma Delaporte si è fatto controllare un neo sulla gamba e… ha dovuto essere operato d’urgenza!  Così tutte le paure, le fragilità, le attese, la condizione di suspense e le confidenze tra amici sono state riportate nel film.

Punto di forza di Il meglio deve ancora venire, oltre alla sceneggiatura dal ritmo che non cade mai e ai dialoghi non banali, sono sicuramente i due attori protagonisti, due fuoriclasse tra i più apprezzati del cinema francese: Fabrice Luchini e Patrick Bruel che si erano conosciuti sul set nel 1985 in P.R.O.F.S e che in questo nuovo incontro danno prova di collaudata esperienza, riescono ad amalgamarsi e a creare un’alchimia di cui giova tutto il film.

Per i due registi i riferimenti sono le opere di Francis Veber e Yves Robert e nella scena con Bruel in accappatoio c’è un omaggio esplicito a Jean Rochefort in Certi piccolissimi peccati di Robert, ma gli autori pescano anche in film recenti come Quasi Amici e Truman – Un vero amico è per sempre, senza dimenticare la commedia all’italiana, Delaporte ha cercato di mettere nel personaggio di César un pizzico del Gassman de Il sorpasso.

Il meglio deve ancora venire, in uscita il 17 settembre, è quindi una commedia degli equivoci ad effetto che tratta temi delicati in chiave agrodolce, spingendo sull’ironia e decidendo di glissare sugli aspetti più drammatici, senza per questo risultare superficiale. Lo spettatore uscirà dalla sala forse con una lacrimuccia, ma sicuramente con il cuore in pace.