Il ladro di giorni: videoincontro con Riccardo Scamarcio e Augusto Zazzaro

Un figlio ritrovato. E ovviamente anche un padre. Anche se forse non è il padre ideale per un ragazzino di 11 anni, ma mentre lui si affaccia alla vita, l’uomo la riprende dopo una lunga interruzione, e allora possono sostenersi a vicenda. Guido Lombardi porta sul grande schermo il suo stesso romanzo intitolato Il ladro di giorni (Feltrinelli), in sala da giovedì 6 febbraio, e ha voluto Riccardo Scamarcio e l’esordiente, bravissimo, Augusto Zazzaro, per raccontare la storia di Vincenzo e di suo figlio Salvo, separati da un ladro di giorni che ha spedito il padre in galera per anni rubando loro, appunto, tantissimi giorni che avrebbero normalmente vissuto insieme, e adesso Vincenzo vuole vendetta. Salvo è un ragazzino sveglio, convinto che i grandi mentono, quasi sempre, ama il mare e fare i tuffi, ma è da un po’ che al mare non ci va. Vive in Trentino con gli zii interpretati da Vanessa Scalera e Christoph Hulsen, quando nel giorno della sua Prima Comunione vede ricomparire suo padre che l’aveva improvvisamente lasciato su una spiaggia della loro Puglia sette anni prima senza neanche salutarlo, capelli lunghi e tatuaggi. Partiranno insieme per un viaggio non proprio di piacere, quattro giorni su una vecchia auto durante i quali Vincenzo sfrutterà la presenza di Salvo, ma Salvo, sorprendentemente, dopo qualche incomprensione iniziale, starà comunque dalla sua parte, diventando suo complice, amico, figlio, e poi invertendo i ruoli. I due si conosceranno e si accetteranno per ciò che sono lungo la strada che dal nord li riporta a sud, alla loro terra e alle loro radici. Un film on the road che tocca e commuove e dal quale traspare la grande intesa nata tra i due protagonisti sul set. Nel cast anche Massimo Popolizio e Rosa Diletta Rossi.

Il ladro di giorni è il racconto di un incontro, tra un bambino che muove i primi passi nel mondo e un uomo che vi ritorna dopo anni di carcere – dice Guido Lombarditra un figlio che ha quasi dimenticato di avere un padre e un padre che stenta a riconoscere in quel bambino suo figlio. Come all’inizio di ogni storia d’amore, diffidano l’uno dell’altro. Decidere di fidarsi è un atto di coraggio, come quello di un tuffatore che si lancia nel vuoto. Quel coraggio che, da buon guascone, Vincenzo cerca d’insegnargli, ritrovandosi, invece, a prendere lui lezioni dal figlio, a scoprirsi lui il bambino tra i due. Il ladro di giorni è anche un viaggio nel passato criminale di Vincenzo, alla ricerca dell’uomo misterioso che lo ha tradito anni prima, condannando lui e suo figlio alla lontananza. È un istinto potente la vendetta, capace di annebbiare la vista, di trascinarti nei giorni perduti, rubati all’amore, oscurando quella speranza che ha appena ricominciato a brillare. Ed è così tanto il desiderio del piccolo Salvo di essere amato da quel padre sconosciuto, che anche lui si ritroverà a camminare lungo l’esile confine che separa il bene dal male, i buoni dai cattivi. Fino all’attimo in cui Vincenzo deciderà di diventare finalmente un uomo”. Il nostro videoincontro con Riccardo Scamarcio e Augusto Zazzaro: