Il Gatto con gli Stivali 2: divertente come la vita, se sai che una può bastare

di Patrizia Simonetti

Ce lo stavamo chiedendo da un po’ che fine avesse fatto il Gatto con gli Stivali. Tra i personaggi più amati (e ambigui) della favolistica popolare, nato dalla fantasia di Giovanni Francesco Straparola e poi personalizzato negli anni a venire da Giambattista Basile, poi da Ludwig Tieck fino a Charles Perrault e ai fratelli Grimm, il felino spavaldo e ingannatore ha stregato tempo addietro anche la DreamWorks Animation che, dopo averlo reso un personaggio del franchise di Shrek, gli ha dedicato un film spin off nel 2011 con la regia di Chris Miller intitolato, appunto e semplicemente, Il Gatto con gli Stivali.

Lo abbiamo quindi perso di vista per una decina d’anni: cosa avrà mai combinato in tutto questo tempo? Di tutto e di più visto che delle 9 proverbiali vite dei gatti, a lui ne è rimasta una soltanto, il che vuol dire che è già morto 8 volte. Ed è questo il succo de Il Gatto con gli Stivali 2: l’ultimo desiderio, nuovo lungometraggio d’animazione della DreamWorks tratto dalle favole di Shrek e diretto da Joel Crawford in cui il nostro peloso eroe, inseguito dalla Morte, qui incarnata da un enorme lupo cattivo con gli occhi rossi, gli artigli affilati e un fischio da brivido, intraprenderà un viaggio a dir poco epico per riappropriarsene.

E a quanto pare c’è un solo modo per tornare ad avere 9 vite e continuare a godersele sfidando ogni rischio e pericolo: trovare la leggendaria Stella dei Desideri nella Foresta Nera grazie ad una mappa che potremmo definire vivente o forse meglio interattiva, ed esprimere, come da titolo, l’ultimo desiderio. Ma non è certo il solo a voler arrivare alla stella, così si ritroverà ad allearsi con la sua… ex, l’affascinante Kitty Zampe di Velluto, e anche con un tenerissimo cagnolino randagio che, nonostante i maltrattamenti subiti dagli umani, mantiene una sorprendente fiducia nella vita e nell’amicizia, che si chiamerà Perrito. Contro avrà invece Riccioli d’Oro e i tre Orsi, una vera e propria famiglia criminale che nella versione italiana del film parla un dialetto ciociaro a dir poco esilarante, e l’inquietante Jack Horner, uno psicopatico enorme con la testa piccola che comanda un esercito di 12 cuochi fuori di testa.

Il Gatto con gli Stivali 2: L’ultimo desiderio, in anteprima il 3 e 4 dicembre nelle sale aderenti all’iniziativa, e dal 7 dicembre in tutti i cinema, è davvero spassoso, nei dialoghi e nelle situazioni. Chi ha un micio, o più mici in casa, non potrà resistere alla parodia della gattara di turno e della vita da pensionato cui il nostro eroe sembra doversi rassegnare, tra umilianti lettiere, altrettanto umilianti guantini di lana, pasti collettivi e insapori, insopportabili nomignoli. Fanno molto ridere anche le incursioni che non ti aspetti, tipo: che ci fa in mezzo a tutta quella bolgia il Grillo Parlante di Pinocchio? E fra tanto ridere, ebbene sì, c’è anche la morte, inevitabile, feroce, crudele, ma con la quale, alla fine, si può anche trattare. Se sei il Gatto con gli Stivali, ovvio, e hai la voce di Antonio Banderas. Per tutti gli altri, l’unica soluzione è non farsi prendere solo per aver sopravvalutato le proprie forze e le proprie capacità, insomma, fate meno gli sbruffoni e camperete più a lungo. Ma soprattutto comprendere che anche se per la maggior parte delle creature viventi, esseri umani inclusi, la vita è una sola, se la vivi bene basta e avanza. Insomma, Il Gatto con gli Stivali 2 è divertente come la vita, se sai che una può bastare.