I love… Marco Ferreri, alla ricerca del metaforico assassino

Perché sognare di continuo “King Kong stecchito ai piedi delle Torre Gemelle”? È quanto si chiede il poliziotto privato mentre ripete che il suo è “uno stramaledetto mestiere che faccio da troppi anni e che proprio ora che volevo mollarlo, ecco una nuova indagine in cui il mio cliente sono io stesso…” Comincia così I love… Marco Ferreri, in sala da giovedì 30 novembre con Cinedea, scritto e diretto da Pierfrancesco Campanella che nel ventennale della morte del grande regista milanese, dissacrante e grottesco, innovatore e visionario, si chiede perché mai il pubblico l’abbia dimenticato, ovvero metaforicamente ucciso, proprio come il poliziotto del film crede sia accaduto. Un omicidio, quindo, il suo, su cui indagare partendo, come ogni bravo investigatore, dagli indizi: il sogno di King Kong morto come nel film Ciao Maschio che dunque va a vedere, per esempio, il suo bagno ripetutamente e schifosamente intasato proprio come ne La grande abbuffata, e pensare, dice lo strano tipo, che “a me Ferreri non piaceva, non l’ho mai capito…” proprio come quel ragazzo che esce infuriato e un po’ imbambolato dalla sala perché si aspettava di vedere il seguito di King Kong e invece di quel film non ha capito nulla. In I love… Marco Ferreri, con l’indagine e la ricerca del suo assassino, spezzoni di suoi film come il già citato Ciao Maschio, ma anche di El Cochecito, Storie di ordinaria follia, I love you, Nitrato d’argento, e i contributi di colleghi ed esperti tra cui Michele Placido, Piera Degli Esposti, Orio Caldiron, Emanuele Pecoraro, Pierfrancesco Campanella, grande appassionato di Marco Ferreri al contrario del suo detective e del giovane spettatore, tenta di trovarne il metaforico assassino e soprattutto di riportare alla memoria di tutti il genio del cineasta scomparso.

L’Italia si sa, in campo artistico, ha la memoria corta – dice il regista romano – soprattutto se si tratta di personaggi non allineati o non politicamente corretti. Tutto ciò che è diverso risulta potenzialmente scomodo e quindi pericoloso. Da queste premesse, è nata l’idea di scrivere un documentario sulla filmografia di Ferreri, senza tralasciare l’uomo Marco”. Nel cast Fabrizio Rampelli, Chiara Campanella, Matteo Campanella, Carla Dujany, Andrea Falconi, Maria Rita Hottò, Marco Werba, mentre la voce narrante è di Ermanno Ribaudo. In sala con I love… Marco Ferreri anche il corto L’amante perfetta dello stesso Pierfrancesco Campanella, una black comedy ispirata allo stile di Marco Ferreri con Alessia Piovan, Magda Lys e Nicholas Gallo.