Le barche, i pescatori, gli aironi, gli spiriti dei morti, i manga, il sacro Monte Fuji, le cascate, l’acqua e le onde, la vita… C’è questo e molto di più della grande arte di Hokusai nella corposa esposizione a lui dedicata a Palazzo Bonaparte a Roma che apre al pubblico oggi, venerdì 27 marzo, per chiudere il 29 giugno. In Hokusai Il grande Maestro dell’Arte Giapponese non poteva di certo mancare La Grande Onda di Kanagawa, opera celeberrima che stupisce per le reali dimensioni quando la si guarda in originale, perché non è grande soltanto ciò che occupa più spazio.
Del resto Kastushika Hokusai, l’artista pittore, incisore e disegnatore che ha influenzato altri grandi artisti come Manet e Van Gogh – e che in qualche modo ritroviamo, stupendoci, nelle fattezze di creature fantastiche in opere cinematografiche e televisive dei nostri giorni così da farci dimenticare che se ne sia andato nel 1849 – è il grande protagonista della stagione artistica del periodo Edo, quell’epoca del Mondo fluttuante e dell’Ukiyo-e che va più o meno dal 1600 alla metà del 1800, quello del caos e del colore delle grandi città giapponesi come Edo, l’antica Tokyo, Osaka e Kyoto, che ha toccato anche l’immaginario occidentale.
La sua arte emoziona, stupisce, ci lascia a bocca aperta come bambini davanti al loro primo grande gelato nello scrutare i minuscoli particolari dei suoi disegni fitti fitti di persone e cose, nell’osservare quelle creature, aironi, cavalli, draghi, come fossero vive e vere nel loro habitat e noi, nascosti dietro le canne di una palude o una grande barriera di scogli, a spiarli con ammirazione e trasporto. E vedere tutto questo animarsi sulle pareti e sui soffitti di questa mostra è un’esperienza imperdibile e poetica che si chiude, come in un gran finale, nella sala fatta tutta di specchi e grandi led, dove l’acqua è ovunque e dalle onde escono draghi marini, mentre grandi uccelli si muovono sui rami degli alberi.
Preparatevi e fate scorta del vostro tempo se volete godere a pieno di tanta bellezza: oltre 200 le opere di Hokusai esposte nelle sale dei due piani di Palazzo Bonaparte suddivise in 11 sezioni: Ukiyo: il Mondo Fluttuante, I Nomi di Hokusai, Le stazioni della via del Tokaido, L’estetica dell’Edo urbano, Cascate, Le trentasei vedute del monte Fuji, La Grande Onda di Kanagawa, Ispirazioni letterarie, Surimono Un messaggio raffinato, Hokusai Manga, Fantasmi e apparizioni. Arrivano tutte da una collezione preziosa e assolutamente invidiabile, quella del Museo Nazionale di Cracovia, a costituire la prima grande monografica su Hokusai al di fuori della Polonia firmata Arthemisia e curata da Beata Romanowicz.
A rendere più densa l’emozione, la musica di Joe Hisaishi da lui composta per Principessa Mononoke The Legend of Ashitaka, film cult del 1997 del maestro Hayao Miyazaki, che nella versione per pianoforte accompagna i visitatori nelle sale dove alcune opere di Hokusai sono state animate creando qualcosa di suggestivo: ecco allora i grandi uccelli che si girano e allargano le ali, l’acqua delle cascate che scende a valle, impetuosa nella serie Un viaggio tra le cascate di varie province (Shokoku taki meguri) con i suoi vortici e spruzzi, e in alto, lungo il bordo del soffitto, portatori d’acqua e cavalli che procedono lentamente, fino agli spiriti che escono dai quadri che li rappresentano.
L’ironia, assieme alla poesia e al potere di suggestione, è la grande componente dell’opera di Hokusai che troviamo prevalente nel suo Autoritratto come pescatore, così come nelle sue parole: “Tutto ciò che ho disegnato prima dei settant’anni non vale la pena di essere considerato – lascia scritto l’artista – A novant’anni avrò penetrato il mistero della natura. A cento anni sarò un artista meraviglioso. A centodieci anni tutto ciò che creerò, un punto, una linea, prenderà vita come mai prima. A tutti voi che vivrete a lungo come me, prometto di mantenere la mia parola”.
C’è anche una sezione aggiunta, dedicata agli oggetti in uso in Giappone in quel periodo, intitolata Ceramiche e bronzi nella cultura figurativa giapponese, mentre 180 pezzi tra libri rari e oggetti preziosi come accessori da viaggio, armature, strumenti musicali tradizionali e costumi accompagnano visivamente la visita, creando un dialogo continuo tra arte, vita quotidiana e spiritualità della cultura giapponese. E c’è anche un omaggio a Felice Beato, tra i primi fotografi italiani a documentare il Giappone dell’Ottocento.
“Hokusai è uno di quegli artisti che sembrano appartenere a ogni tempo – ha detto la Presidente Arthemisia Iole Siena alla presentazione stampa – Le sue immagini possiedono una forza poetica e una modernità sorprendenti. In esse convivono natura e vita quotidiana, energia e silenzio, osservazione e immaginazione. Il suo sguardo ha attraversato i confini del Giappone per trasformarsi in una fonte di ispirazione per tutta l’arte occidentale. La mostra a Palazzo Bonaparte vuole restituire la bellezza senza tempo di un artista capace di osservare il mondo con stupore e precisione, trasformando ogni elemento della natura in un’immagine di straordinaria armonia”.
“Katsushika Hokusai, attraverso la sua talentuosa opera pittorica, è divenuto uno straordinario ponte ideale tra la cultura orientale e occidentale – ha aggiunto l’ambasciatore del Giappone in Italia Hikariko Ono – Pur essendo opere con una storia di circa 200 anni, ritengo che il pubblico italiano contemporaneo, nell’ammirarne le peculiari e audaci composizioni e le innovative soluzioni cromatiche, riuscirà a percepirne ancora oggi tutta l’originalità. Sarei molto lieta se la mostra costituisse l’occasione per suscitare nel pubblico italiano un interesse ancor più grande per il Giappone e la sua cultura. Sono inoltre certa che la mostra avrà un grande ruolo nel promuovere ulteriormente l’amicizia tra i tre Paesi coinvolti e nel rendere ancor più vivace il reciproco interscambio”. Il nostro videoreportage dalla visita in anteprima di Hokusai Il grande Maestro dell’Arte Giapponese a Palazzo Bonaparte a Roma:
Le Foto sono di Angelo Costanzo
