Heart of the Beast: un uomo e un cane in lotta per la sopravvivenza

di Patrizia Simonetti

Heart of the Beast è uno di quei film che ti emoziona forte. E se hai o hai avuto un cane, quell’emozione la riconosci subito e la custodisci nel cuore. Il legame che si crea tra un umano e un cane è qualcosa di estremamente forte, è una cosa pura, non c’è calcolo di costi e benefici, non c’è un dare per avere, è semplicemente una sorta di devozione potente di una creatura verso l’altra. Accade. E non avrebbe mai fine se non ci si mettesse di mezzo la morte. Il cane vive meno di un essere umano e siamo sempre noi a sopportarne l’assenza. A volte però accade il contrario. Come in questa storia che non abbiamo potuto non amare. Nonostante tutto.

Nonostante, ad esempio, il nostro non credere nella necessità di portare un animale in guerra a combattere al nostro fianco: la guerra è un peccato dell’uomo, e sì, gli animali lottano tra loro per il cibo, per il territorio, per la sopravvivenza, e forse un po’ in questo ci somigliano, ma di certo non puntano all’estinzione di un’altra specie animale, non radono al suolo boschi e montagne, non costruiscono armi. Ma l’ufficiale delle Forze Speciali James Belmont è un militare e anche Odino lo è, anche se non proprio per sua scelta. I due hanno condiviso missioni impossibili, hanno sfiorato la morte, hanno conosciuto l’orrore, tanto che Odino ha una protesi al posto di una zampa e qualche chiodo o roba simile sparso per il corpo. Ha combattutto una guerra non sua, ma era la guerra del suo umano e nella sua testa andava fatto. Ora James e il suo cane la guerra non la fanno più, ma viaggiano tra il cielo e la terra dell’Alaska come in una lunga e avventurosa vacanza.

Ma evidentemente per loro non c’è pace. Un incidente e inizia una vera e propria lotta per la sopravvivenza tra la natura selvaggia e ostile, tra attacchi di predatori, freddo da far sbattere i denti e altre circostanze che sfortunate è dire poco. Ma il loro legame è una corda sempre più resistente, l’uno a fianco dell’altro, per sempre e fino alla salvezza. Ma di uno soltanto. E non sarà l’uomo, stavolta, a piangere la dipartita del suo cane.

Heart of the Beast è un film bellissimo che accumula tensione e poi la rilascia di colpo e che ti tocca il cuore nella parte più profonda che c’è, proprio lì dove il tuo cane vive ancora, e lo farà per sempre. Diretto da David Ayer, con un magnifico Brad Pitt e un meraviglioso Odino, Heart of the Beast arriva al cinema giovedì 24 settembre con Eagle Pictures.