Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2026 di DoctorWine: l’evento di presentazione tra avatar, faccini e degustazioni

di Patrizia Simonetti

“Quest’anno abbiamo assaggiato tanti vini, ma ne abbiamo selezionati circa 3500 e le aziende sono 1350, quindi è una guida abbastanza severa, perché sono molti di più i vini che non abbiamo inserito”. Così Daniele Cernilli, alias DoctorWine, ha aperto l’affollatissima presentazione romana della Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2026 tenutasi ieri allo Spazio Novecento, condotta assieme al caporedattore Stefania Vinciguerra, per tutti Shedoctor.

Prima di passare all’elenco dei vini premiati, uno spazio più che legittimo è stato riservato alla soddisfazione per il successo del sito dedicato al mondo del vino che ora ha un nuovo suffisso ed è https://www.doctorwine.wine/, e anche per l’ottimo andamento in crescita dei social e delle varie pubblicazioni. Novità in anteprima, la comparsa dell’avatar di DoctorWine creato da Fabio Verzilli con l’Intelligenza Artificiale, cui va “il ruolo di declamatore per una comunicazione più moderna”, dice. Decisamente somigliante, da dicembre sarà interattivo e promette di essere molto più divertente ed efficiente di molti assistenti virtuali nei quali ci imbattiamo navigando in rete.  

Ed eccoci ai premiati della Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2026. Il Bianco dell’Anno è il friulano Collio Sauvignon Extempore 2019 di Venica&Venica, “forse il miglior vino che abbiano mai fatto”sottolinea Cernilli. Il Rosso dell’Anno è il Vigneti delle Dolomiti San Leonardo 2020, vino trentino, Cabernet Sauvignon, Merlot e Carmenére. Il Rosato dell’Anno è del Lazio, di Frattocchie, per la precisione, frazione di Marino, ai Castelli Romani, ed è il Rosato Hèkos Franc 2024 Colle Picchioni, un vino sostanzialmente nuovo per la cantina che “non ha il colore dei rosati provenzali che va tanto di moda – sottolinea Shedoctor – ma il colore dei rosati della tradizione italiana”. 

Il miglior Vino Vivace è il veneto Grave di Stecca 2018 di Nino Franco Spumanti ed è“una piccola provocazione– spiega Cernilli – perché è prodotto a Valdobbiadene con l’uva Glera, quindi dovrebbe essere un prosecco, ma non è un prosecco, ma è forse il miglior vino a base Glera che sia mai stato fatto nella tradizione italiana”. Il vino Dolce dell’Anno, anche se non è dolce, è il Marsala Vergine Riserva VR1898 1998 delle storiche cantine siciliane Florio (avete visto la serie I Leoni di Sicilia?): “un grandissimo vino di Florio, una delle aziende più rappresentative della storia del Marsala, le cui cantine sono degli esempi di un’archeologia rurale straordinaria”dice Cernilli. “La prima volta che le ho visitate, ho pensate che avrebbero dovuto essere patrimonio Unesco per la loro bellezza unica e tutta italiana” racconta Stefania Vinciguerra.

Per l’Esordio Vincente, e cioè quel vino che esce per la prima volta ed è buonissimo, trionfa il Marche Rosso Il Tolentino 2022 della cantina Il Pollenza. Per il Miglior Rapporto Qualità/Prezzo, il Basilicata Rosso Carolin Gold Edition 2022 della casa vincola Martino, un aglianico 100% ma più fresco. Per la Qualità Diffusa, e cioè un vino pregiato che è però facilmente reperibile, vince il Chianti Rufina Riserva Nipozzano 2022 di Frescobaldi, in Toscana. L’Azienda dell’Anno è la Vietti, in Piemonte. Il produttore Emergente, il Castello di Grumello in Lombardia, vicino al  lago d’Iseo, fautore di “un lavoro molto attento, anche per il rinnovo dei vigneti con risultati in crescita, e il castello è bellissimo e aperto al pubblico per le visite” commenta Shedoctor.

Grandi lodi anche per la Vecchia Cantina di Montepulciano, in Toscana, eletta miglior Cooperazione. Miglior Enologa è Graziani Grassini. La miglior Vitienologia Sostenibile è quella della Manincor, Alto Adige. Il titolo di Una Vita per il vino lo portano a casa Ruben Larentis (già Ferrari) e Anselmo Martini (già Cavit). Come Next Generation vince la Generazione Next Assovini Sicilia. Il miglior Progetto Qualità è quello di Equalitas. L’etichetta più bella è sulla bottiglia del Puglia Negroamaro Rosato Rohesia Cantele.

Nella Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2026 esordisce quest’anno un nuovo premio chiamato Passione Enoturismo ideato per le aziende che accolgono gli appassionati offrendo non solo degustazioni, ma anche pernottamenti e pasti, e va al Castello di Roncade, in Veneto. Occasione per DoctorWine di annunciare che la tradizionale guida intitolata Mangiare e dormire nei vigneti cambierà nome proprio in Passione enoturismo. Sono seguiti poi i premi Tre Stelle, quelli dati alle aziende: tra gli esordi nella Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2026, Ettore Germano in Piemonte, Tenute Chiaromonte a Gioia del Colle in Puglia, e i produttori etnei Passopisciaro e Genorusso. Scorrono poi i lunghi elenchi dei migliori vini insigniti dei tripli faccini equivalenti a 99 punti –  quest’anno non c’è nessuno con 100 punti – e dei doppi faccini pari a 98 punti. 

A presentazione terminata, si è aperto il grande banco di assaggio dove abbiamo potuto degustare alcuni dei vini inseriti nella Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2026. Il nostro preferito stavolta è il Reve Offida docg Pecorino di Velenosi, fruttato e vanigliato, intenso e persistente. A colpirmi, lo stile dark dell’allestimento che ho percepito in qualche modo abbinato al nome della cantina, per cui, pur preferendo i bianchi, ho provato anche il Montepulciano D’Abruzzo Doc di Colline Teramane Verso Sera, speziato, corposo e bellissimo con la cesoia di rame in etichetta e il suo soprabito in raso nero. (Foto di Angelo Costanzo)