Gli sguardi dentro, prima rassegna cinematografica dei migranti

Come superare diffidenze, opinioni affrettate date da stereotipi e pregiudizi, impeti razzisti e discriminatori se non con la conoscenza, il più semplice e, in fondo, il più banale dei rimedi per sconfiggere la paura dello sconosciuto e il timore del lontano che si avvicina troppo, magari attraverso l’arte e la cultura, quella cinematografica ad esempio. Ecco allora Gli sguardi dentro, prima rassegna cinematografica dedicata ai film e ai protagonisti del nuovo cinema italiano dei migranti, al via oggi, martedì 7 giugno a Roma, promosso dalla Cineteca di Bologna con l’Associazione Amici di Giana e l’Archivio delle memorie migranti nell’ambito del progetto MigrArti del Mibact. 12 pellicole in tre giorni tra corti, medi e lungometraggi realizzati da registi migranti che vivono in Italia, opere nate spesso con difficoltà e a volte in semi clandestinità da far conoscere al pubblico e agli addetti ai lavori perché portatori di altre culture, altre dinamiche, altre storie, e incontrando i loro autori e protagonisti per farcele raccontare di persona, in nome della contaminazione, quella buona, e dell’integrazione.

Registi rifugiati come l’azero Rhazi Mohebi, costretto a lasciare l’Afghanistan con la moglie Sohela dopo aver rischiato di morire sul set di Osama di Siddiq Barmak, il primo film realizzato in Afghanistan dopo la caduta dei talebani e presentato a Cannes 2003; o come Dagmawi Yimer, fuggito dall’Etiopia dopo la repressione studentesca del 2006 e protagonista di un originale percorso documentaristico iniziato per caso all’interno di una scuola di italiano; o ancora la curda Hevi Dilara, il somalo Zakaria Mohamed Ali, il giovanissimo afghano Morteza Khaleghi, e le seconde generazioni come Suranga Katugampala, giovane e promettente regista di origine singalese giunto in Italia adolescente con la madre; Laura Halilovic, nata a Torino in una famiglia Rom; Medhin Paolos, di origine eritrea, protagonista della rete G2, l’organizzazione nazionale apartitica formata da figli di migranti e rifugiati nati o cresciuti nel nostro paese. E anche professionisti dello spettacolo attivi in Italia da anni come il regista di origine albanese Roland Sejko, l’attore nigeriano Alfie Nze al suo primo film, l’attrice franco algerina Nadia Kibout, e l’autore marocchino che vive a Torino Adil Tanani. Gli sguardi dentro si inaugura stasera al cinema Farnese con Racconto di un milanese del Senegal, film del 1989 realizzato da Davide Del Boca, primo esempio in Italia di racconto cinematografico in prima persona realizzato da un migrante, e con il corto del 2013 intitolato Punaragamya (Ritorno a casa) di Suranga Katugampala, acclamato cortometraggio di una giovane promessa originaria dello Sri Lanka. Domani la rassegna si sposta all’Apollo11 con incontri alla Casa del Cinema e all’Istituto Centrale dei Beni Sonori e Audiovisivi.

Questo il resto del programma: Mercoledì 8 giugno, dalle 10.00 alle 13.00 presso la Casa del Cinema si terrà la tavola rotonda sul tema Sguardi in cerca di cittadinanza: produrre e distribuire il cinema italiano dei migranti. Parteciperanno alla tavola rotonda: Suranga Katugampala, Nadia Kibout, Razi Mohebi, Roland Seiko, Dagmawi Yimer (registi); Gian Luca Farinelli (Cineteca di Bologna); Laura Traversi (AAdG); Alessandro Triulzi (AMM); Gianluca Arcopinto (produttore); Francesca De Santis (BiM); Giampiero Judica, Carlotta Natoli (attori); Paolo Masini (MiBACT); Mauro Valeri (UNAR); Cecilia Valmarana (Rai Movie). Alle 20.00 nella sala Apollo 11 verrà proiettato il film Cittadini del nulla (Italia 2015, 52’) dell’iraniano Razi Mohebi. A seguire La polvere di Kabul (Italia-Afghanistan, 2013) di Morteza Khaleghi e, per concludere, l’acclamato Anija – La nave (Italia 2012, 80’) di Roland Sejko.

Giovedì 9 giugno, alle 18.00 presso il cinema Apollo 11 sarà presentato il film Va’ Pensiero. Storie ambulanti (Italia, 2014) dell’etiope Dagmawi Yimer. A seguire il cortometraggio Il debito del mare (Italia, 2011) del marocchino Adil Tanani. Le proiezioni proseguono alle 21.00 nella stessa sala con Asmarina (Italia, 2014) di Medhin Paolos e Alan Maglio. A concludere il cortometraggio To whom it may concern (Italia, 2013) del somalo Zakaria Mohamed Ali.

Venerdì 10 giugno l’appuntamento è alle 18.00 presso l’ICBSA (Istituto Centrale per i Beni Sonori e Audiovisivi) con l’incontro Il cinema a scuola: gli sguardi dei registi migranti, in cui registi e migranti discutono le potenzialità didattiche del cinema per decostruire stereotipi e pregiudizi e scavare nella memoria culturale del paese. Intervengono i registi Hevi Dilara, Laura Halilovic, Suranga Katugampala, Alan Maglio, Medhin Paolos, Dagmawi Yimer e gli insegnanti Antonio Buldini e Anna Maria Piemonte. Alle 18.00 la rassegna torna presso il cinema Apollo 11, con il film Devil comes to Koko (Italia, 2015) di Alfie Nze. Alle 21.00, sempre al cinema Apollo 11, verrà proiettato La vita per lei (Italia, 2012) di Hevi Dilara, e a seguire Io, la mia famiglia rom e Woody Allen (Italia, 2009) di Laura Halilovic.