Gli Sguardi dal Mondo di Riccardo Acerbi in mostra a Roma: visita e videointervista

di Patrizia Simonetti

Ci si sente quasi più osservati che osservatori girando per le sale di Palazzo Velli a Roma, nel cuore di Trastevere. Dalle pareti bianche, tante facce ci guardano passare mentre anche noi le guardiamo: sono facce vere di donne e uomini di diverse etnie e culture, persone colte nelle loro espressioni naturali, alcune pensose, altre sorridenti, altre ancora immortalate ignare mentre mangiano, dormono, lavorano, cullano i figli, o volgono lo sguardo altrove, con il pensiero che lo rincorre. A tenerle insieme è Sguardi dal mondo, la personale di Riccardo Acerbi curata da Ludovica Palmieri e visibile fino al 23 marzo.

Voluta e prodotta da Alberto de Marinis, mecenate e appassionato d’arte, la mostra dell’attore e regista votato per passione alla fotografia, raccoglie più di 100 foto in bianco e nero scattate dall’artista durante i suoi viaggi in Italia, tra Roma, Venezia, Milano, Siracusa, Genova, Pompei, Napoli Palermo, Favignana, Orsara, e negli Stati Uniti, in Brasile, Inghilterra, Sud Africa, Ungheria, Bulgaria, Uzbekistan, Polonia. Ed è il viaggio stesso ad assumere quel significato soggettivo ed eterno datogli dai nostri occhi e dl nostro sguardo.

E sei quei visi che tanto ci hanno colpito mentre ci osservavano, essi stessi, dalle pareti bianche, accennano la loro appartenenza a quei luoghi visitati e amati, altri scatti allargano lo sguardo su piazze, strade, mercati, stadi, scorci di mari e fiumi, per poi stringerlo di nuovo su fontane, vetrate, saracinesche, barche, macchine. Immagini uniche, irripetibili, ricordi di un momento e di uno scatto, uno solo, non c’è sequenza né ripetizione, solo l’attimo.

Così per i giochi dei bambini che ballano in strada e l’audacia divertita dei ragazzi che si tuffano dagli scogli e dal molo. E per quelle meravigliose creature che con noi condividono il mondo e a volte la vita: il leone dalla grande testa e la folta criniera, steso tra le rocce sotto al sole e colto nel momento esatto del risveglio, con gli occhi appena aperti ma lo sguardo ancora perso nel mondo del sonno e del sogno, eppure, anche così, potente e regale; e le giraffe nella loro calma e maestosità dai colli infiniti, e il cavallo, la foca, gli uccelli…

L’emozione. Sta tutto lì. Quella vissuta, fermata nel tempo e nel tempo di oggi riportata, grazie a una fotografia, e un’altra, e un’altra ancora, passata sulla tela bianca per diventare di tutti, ma restando sempre sua. Sguardi dal mondo di Riccardo Acerbi si completa con un’altra espressione visiva a lui cara: il video. In due installazioni troviamo dunque il movimento: quello di un pescatore brasiliano intento nel suo lento lavoro di ogni giorno che, come nella realtà, combina e unisce piccoli scatti continui; e quello più corale e veloce di persone, tante persone, che affollano i loro luoghi della vita. Abbiamo visitato la mostra e videointervistato Riccardo Acerbi:




Le Foto dell’articolo sono di Angelo Costanzo