Glassboy: un film per ragazzi che è un inno alla vita, videoincontro con regista e cast

Provaci a far capire a un ragazzino di undici anni che non può giocare con gli altri bambini né correre o andare in bicicletta perché, se per caso si ferisse, rischierebbe di morire. Per questo vive praticamente sotto una campana di vetro e per questo lo chiamano Glassboy – ragazzo di vetro – ma in realtà il suo nome è Pino e i coetanei con cui vorrebbe tanto condividere le sue giornate, li spia dalla finestra con il binocolo. Glassboy è il titolo del film che racconta di Pino e dei tanti ragazzini come lui, scritto e diretto da Samuele Rossi (La strada verso casa, La  memoria degli ultimi, Biografia di un amore), liberamente ispirato al romanzo Premio Andersen Il Bambino di Vetro di Fabrizio Silei, riadattato dall’Ottocento ai nostri giorni e con qualche variazione ma non sul tema, che il regista e ceneggiatore toscano racconta di aver letto il 26 dicembre del 2014 e che al suo film lavora da allora. Glassboy, distribuito da Solaria Film con Minerva Pictures, arriva in TV lunedì 1 febbraio on demand su Sky Primafila, Google Play, Infinity, Apple tv, Chili, Rakuten Tv, The Film Club e Io resto in Sala, con un cast fatto di tanti giovanissimi, a cominciare da Andrea Arru nel ruolo del protagonista (che vedremo presto in Calibro 9 di Tony D’Angelo e nella serie Mediaset Buongiorno Mamma in cui interpreterà Raoul Bova da piccolo), e in cui troviamo anche Loretta Goggi in un inedito ruolo quasi da strega cattiva, Giorgia Wurth e David Paryla che danno vita ai suoi preoccupatissimi genitori, Giorgio Colangeli che è il dottor Emo che ha in cura il ragazzo, e Massimo De Lorenzo che interpreta il professor Fidenzo, insegnante privato di Pino. Già, perché neanche a scuola lo lasciano andare.

Dunque, Pino guarda giocare in strada dalla finestra la banda degli Snerd e quando fanno a gara con le bici, tifa per Mavi (Rosa Barbolini), la leader del gruppo, una ragazzina molto matura per la sua età, coraggiosa e diretta, tanto che quando si accorge di Pino, sale a casa sua per dirgliene quattro, ma inevitabilmente tra loro nasce una bellissima amicizia. Così in breve tempo Glassboy entra nelle grazie anche degli altri Snerd: la saggia Mei Ming (Mia Polemari), Domenico (Gabriel Mannozzi De Cristofaro) e Ciccio (Stefano Trapuzzano), e diventa uno di loro, contro tutto e tutti, soprattutto contro nonna Helena (Loretta Goggi) che, nonostante le rassicurazioni del medico, vuole per forza portarlo in Svizzera per sottoporlo ad una terapia sperimentale, ma probabilmente anche per alleggerire il suo senso di colpa: la malattia di Pino, che poi altro non è che l’emofilia, è infatti ereditaria e a trasmettergliela è stato suo nonno. Solo che per raggiungere il suo scopo, in perfetto stile Crudelia De Mon, la determinata nonna supererà ogni limite, complice il professor Fidenzio, probabilmente per i timore di perdere il lavoro. Pino tuttavia, con coraggio e determinazione, e sostenuto dai suoi nuovi amici, intraprenderà comunque la strada verso la libertà, che gli permetterà di q vivere, comunque, la propria vita, proprio come quella degli altri ragazzi della sua età.

Glassboy si è già aggiudicato il premio ECFA come Miglior Film Europeo per Ragazzi al PÖFF | Tallinn Black Nights Film Festival ed è stato presentato il 26 dicembre scorso in anteprima nazionale, come unico film italiano in concorso, all’edizione invernale del 50esimo Giffoni Film Festival. Un film fortemente voluto da Samuele Rossi perché – come ha raccontato in conferenza stampa – voleva farne un film per ragazzi ma attento alle tematiche sociali, rivendicando l’importanza di un genere, il cinema per ragazzi, appunto, che può dare la voce ai bambini e far ridiventare bambini gli adulti, ma che in Italia si fa poco, mentre nel resto del mondo abbiamo esempi come i film di Spielberg, di Zemeckis o della stessa Disney.

Glassboy è decisamente un film per ragazzi magico, come ama definirlo il regista, con tante citazioni alla Goonies e persino a E.T., gag divertenti e spirito d’avventura, ma che tratta temi importanti, oggi più che mai, come quello della diversità, dell’esclusione e dell’inclusione, della solidarietà e dell’emancipazione, e con tutta la sua leggerezza e semplicità trasmette un messaggio che sarebbe utile anche agli adulti: di vita ne abbiamo una soltanto, e anche se comporta dei rischi, dobbiamo viverla, ognuno a modo nostro, e i ragazzi tenuti in gabbia rischiano di abituarcisi a quelle sbarre dorate e sicure isolandosi dal mondo e negandosi quelle esperienze che tutti dobbiamo fare per crescere e diventare migliori. O, peggio ancora, potrebbero forzare quelle sbarre e spiccare il volo ma, senza alcuna guida e nessun sostegno, sbagliare direzione. Un film per ragazzi, insomma, che è un inno alla vita. Ecco la videosintesi della conferenza stampa di Glassboy con Samuele Rossi, Loretta Goggi, Giorgia Wurth, Giorgio Colangeli,Massimo De Lorenzo, Andrea Arru, Rosa Barbolini e Stefano Trapuzzano: