Giorgio Marchesi reinventa Il Fu Mattia Pascal: il teatro non è noioso. Videointervista

di Patrizia Simonetti

“L’idea è quella di portare a teatro gente che ha l’idea che il teatro sia molto noioso”. Così Giorgio Marchesi sul perché abbia voluto riprendere Il fu Mattia Pascal, primo grande successo di Luigi Pirandello, e dargli un’altra vita. Lo abbiamo incontrato ieri sera alla prima del suo nuovo spettacolo al Teatro Ghione di Roma dove è in scena fino a domenica 9 novembre per poi girare per altri palchi e altre città, da Pescara a Vicenza, da Torino a Verona e Brescia. 

Ed effettivamente questo racconto autobiografico e a ritroso di un uomo che non trova altre soluzioni alla difficoltà di vivere, al complicato rapporto con le donne della sua vita e all’improvviso status di debitore se non quella di cogliere l’occasione e fingersi morto, diventa contemporaneo, o meglio, senza tempo, accelera, prende ritmo, regala risalto all’ironia originale del testo, punta esplicitamente a non annoiare. E riesce perfettamente nel suo intento.

Il fu Mattia Pascal di Giorgio Marchesi che firma la regia assieme a Simonetta Solder, compagna d’arte e di vita, è divertente, sorprendente, e musicale grazie al maestro Raffaele Toninelli che con il suo magico contrabbasso lo accompagna sul palco, e ad occasionali escamotage scenici che qui non vogliamo svelare. E soprattutto grazie ad un interprete instancabile che per più di un’ora non smette di parlare e ballare.

Il personaggio, invece, resta, per sua stessa ammissione, lo stesso scioperato di sempre e, tuttavia, antesignano di un modello di vita che, a volte scelto e a volte imposto, impone cambi di identità, personalità multiple, trasformazioni, morti e rinascite. Così ecco Mattia Pascal e poi Adriano Meis e poi di nuovo Mattia Pascal in una storia alleggerita ma che non perde il senso originale, come quel lanternino del signor Paleari, per esempio, che illumina soltanto il piccolo spazio attorno a noi rendendoci vittime di una grande illusione. La nostra videointervista a Giorgio Marchesi: