Festival del Teatro Greco di Siracusa 2018, videointervista a Roberto Andò

Emma Dante, Yannis Kokkos e Giampiero Solari: sono loro i tre registi che dal 10 maggio all’8 luglio prossimi daranno vita al Festival del Teatro Greco di Siracusa 2018 presentato oggi a Roma, rispettivamente con Eracle di Euripide, Edipo a Colono di Sofocle e I Cavalieri di Aristofane. Tre nuove produzioni della Fondazione Inda, l’Istituto Nazionale del Dramma Antico, per la rassegna giunta alla 54esima edizione, due tragedie e una commedia, quest’ultima inedita per Siracusa, a comporre una trilogia alternata dal titolo La scena al potere, a cercare di distinguere, per quanto si possa, tra eroe e tiranno, a guardare entrambi nell’ascesa del loro potere, che sia dunque positivo o negativo, e poi nella loro rovinosa e inesorabile caduta, passando per quel mostrarsi cinico, e a volte tragicamente comico, del potere stesso: “noi cerchiamo sempre di legare le nostre scelte a un focus che le accomuni – ci spiega il direttore artistico del Festival, il regista Roberto Andò, nella nostra videointervista che trovate a fine articolo – le due tragedie consentono di mettere a fuoco questo aspetto un po’ cangiante del potere che, come accade ancora oggi, spesso si mostra con un volto illegale e a volte anche ridicolo, basta guardare agli Stati Uniti, mentre la commedia ci parla di ciò di cui oggi non si fa che parlare, il populismo”. Quanto le tragedie greche possano somigliare e richiamare la vita del nostro tempo a volte è spiazzante, ma del resto “siamo tutti su una scena già calpestata” ci risponde Roberto Andò. E se “per Emma Dante è una sfida, perché ha sempre riscritto invece qui deve confrontarsi con un testo che è quello che è – dice ancora il direttore artistico del Festival del Teatro Greco di Siracusa 2018e con il regista greco Yannis Kokkos abbiamo voluto internazionalizzare la regia, per la commedia teniamo fede al patto di mantenere vivo il rapporto tra il pubblico e il codice comico”, per questo un regista popolare come Giampiero Solari, del resto la tragedia resta quella, mentre la commedia varia e si evolve nel tempo. Roberto Andò è intanto impegnato anche sul set: sta infatti girando il suo nuovo film per il cinema dopo Le Confessioni: si intitola Una storia senza nome e “parla del rapporto tra l’immaginazione e la realtà”, come ci racconta lui stesso, ecco dunque la nostra videointervista a Roberto Andò: