Festival del Cinema Spagnolo: ospite d’onore Marisa Paredes, omaggi a Messico e Cuba

Marisa Paredes è l’ospite d’onore della nona edizione del Festival del Cinema Spagnolo al via oggi, giovedì 5 maggio, a Roma al Farnese Persol di Campo de’ Fiori dove resterà fino a martedì 10 maggio. La rassegna, organizzata da EXIT med!a e diretta da Iris Martín-Peralta e Federico Sartori, omaggia l’attrice, musa di Pedro Almodovar –  che noi abbiamo avuto il piacere di incontrare l’anno scorso in occasione di Latin Lover (qui la nostra intervista) di Cristina Comencini – con tre suoi film: La spina del diavolo di Guillermo del Toro, Il fiore del mio segreto di Almodóvar, appunto, e Tras el cristal, opera prima di Augusti Villaronga e film scandalo alla Berlinale nel 1987. Dopo Roma, il Festival del Cinema Spagnolo si sposterà a Milano, all’Auditorium San Fedele dal 27 al 29 maggio, e poi a Trieste al Cinema Ariston dal 30 al 31 maggio.

Tra le pellicole ne La Nueva Ola, sezione ufficiale del festival, A cambio de nada, esordio alla regia di Daniel Guzmán, due premi Goya 2016, ospite a Roma: i genitori di Dario si separano e il ragazzo scappa di casa per viversi la sua estate di ribellione; Stella cadente di Lluís Miñarro, nelle nostre sale dall’8 maggio, con il nostro Lorenzo Balducci: le idee liberali e progressiste di Amedeo d’Aosta, arrivato a Madrid nel 1871, si scontrano con la corruzione che dilaga nella Spagna del tempo; Hablar di Joaquin Oristrell: una notte nelle strade di Madrid tra amori, crisi e passione per la vita; Magical girl di Carlos Vermut dove il professor Luis, disoccupato, vuole esaudire il sogno della figlia di indossare l’abito ufficiale della serie manga Magical Girl Yukiko; Isla bonita di Fernando Colomo: un cineasta in cerca d’ispirazione, si gode la vita a Menorca anche grazie a un’affascinante artista e a sua figlia.

Evento speciale lunedì 9 maggio il documentario El hombre que quiso ser Segundo del valenziano Ramón Alós che accompagna a Roma il suo film. Omaggio al Messico con Güeros, road-movie e opera prima di Alonso Ruizpalacios che racconta di un irrequieto adolescente in vaggio per l’ultimo saluto al suo cantante preferito. Omaggio anche a Cuba con alcuni corti degli allievi della Escuela Internacional de Cine y Televisión fondata nel 1986 dall’argentino Fernando Birri, dal regista cubano Julio García Espinosa e dal Premio Nobel colombiano Gabriel García Márquez.