Festa del Cinema di Roma. Intervista ai fratelli Taviani: abbiamo tanti film in testa, ma dobbiamo ancora decidere quale fare

170 anni in due, una vita nel e per il cinema, alle loro spalle orsi, palme, globi, leoni e efebi d’oro, ma anche nastri d’argento e David di Donatello e altro ancora a premiare le loro storie e i loro film, l’ultimo, quel Maraviglioso Boccaccio ispirato al Decameron  e uscito lo scorso febbraio a tendere un filo tra la peste di ieri e le brutture di oggi. Paolo e Vittorio Taviani, pisani d’origine da San Miniato ma trapiantati a Roma poco più che ventenni, classi 1931 e 1929, potrebbero anche fermarsi a riposare. Invece no, altro che stanchi e svalvolati, eccolì qua, dritti e lucidi, determinati e motivati, alla presentazione della Festa del Cinema di Roma che rende loro omaggio con il film-documentario di Mario Canale La passione e l’utopia, dedicato ai luoghi e alle passioni che ne hanno segnato l’opera. E poi con Kaos, il loro film ispirato alle Novelle per un anno di Luigi Pirandello con Ciccio e Franco per l’ultima volta insieme. Eccoli qui dunque, presenti in sala più pimpanti che mai.

Signori Taviani, siete contenti dell’omaggio che vi dedica la Festa del Cinema di Roma, insomma, una sorta d breve retrospettiva?

“Retrospettiva? Che retrospettiva? No, è solo un omaggio che in realtà poi è un film che un regista che si chiama Mario Canale ha fatto sul nostro cinema e con noi dentro come in un incontro – ci risponde Vittorio sotto il suo inseparabile cappello – se c’è un merito va a lui”. “Siamo solo dei mediocri attori di questo film” fa eco Paolo.

È bello vedervi alla presentazione, ma poi ci sarete anche nel giorno del vostro omaggio?

“Certo che ci saremo – dice Paolo – saremo alla Festa del Cinema per questo e anche per altre cose che ci saranno, che si prospettano molto interessanti”.

Il neo direttore artistico Antonio Monda presentando la sua Festa del Cinema di Roma ha detto che il red carpet ci sarà, ma non è poi così importante…

“L’importante è la qualità, qualità, qualità – ripete Vittorio – poi se c’è anche il red carpet va bene, il rosso fa sempre bene”.

Ci siamo lasciati con Maraviglioso Boccaccio, a quando il vostro prossimo film?

“Prossimi film vorrà dire – ribadisce Paolo – non abbiamo ancora deciso quale facciamo”.

Quindi ne avete un mente più di uno?

“In testa ne abbiamo tantissimi – chiosa Paolo – dobbiamo ancora scegliere quale fare per primo”.