Cosa accade in una coppia quando, dopo vent’anni di matrimonio, lei rivela a lui di non aver mai raggiunto l’orgasmo? Lei si chiama Fanny, lui Thomas e sono i protagonisti di Fammi il piacere, il nuovo film di Reem Kherici con Alexandra Lamy e François Cluzet, in arrivo nelle sale italiane dal 3 settembre con Eagle Pictures.
Si entra dunque nella vita più intima di due persone che si aprono l’un l’altra con generosità. Anche perché Thomas, assorbito il colpo iniziale, si mette, come dire, all’opera… e mentre Fanny si avventura tra percorsi terapeutici, gruppi di discussione e nuove esperienze al di fuori della sua comfort zone, Thomas si immerge con ostinazione nell’universo del piacere femminile mettendo alla prova tutta la sua creatività per affrontare la sfida più ambiziosa della sua vita, conquistando tutta la nostra ammirazione.
Ma la questione va risolta insieme e, se da cosa nasce cosa, perché dopo tanti esperimenti improbabili, fallimenti esilaranti e intuizioni geniali, non lanciarsi insieme nella progettazione di un sex toy rivoluzionario, pensato, finalmente, attorno ai desideri e ai bisogni delle donne? Così, nel tentativo di reinventare il piacere femminile, Fanny e Thomas finiranno per riscoprire loro stessi, il loro desiderio e il legame che li unisce, cambiando un po’ le regole del gioco.
L’idea del film nasce proprio dal nuovo sex toy: “nell’agosto del 2024 i produttori Elsa Leeb e Philippe Rousselet mi hanno proposto di raccontare la storia degli inventori del Womanizer, il sex toy più venduto al mondo nel 2013 – racconta Reem Kherici – Gari Kikoïne e David Solal avevano già scritto una prima versione della sceneggiatura, ma non sentivo che mi appartenesse davvero. Quando ho iniziato a rielaborarla, portando il mio linguaggio, il mio sguardo e, soprattutto, la mia sensibilità di donna, il progetto ha assunto una nuova dimensione. Siamo riusciti ad andare oltre il semplice racconto di un’invenzione di successo: il film è diventato una riflessione sul piacere femminile, un tema che sentivo profondamente vicino e personale”.
In Fammi il piacere la regista e attrice francese si è ritagliata un ruolo molto significativo della storia, quello della sessuologa: “quel personaggio mi permetteva di essere dentro il cuore del discorso del film – spiega – È la prima volta che non interpreto il ruolo principale in una mia regia, ed è stata una scelta molto pensata. Volevo poter osservare le donne nel modo più preciso possibile, nel loro rapporto con il corpo, le emozioni e la femminilità, senza essere troppo identificata con Fanny, che per me è una figura quasi simbolica. In più, il ruolo richiedeva una forma di vulnerabilità che, da regista, sarebbe stato difficile esporsi a pieno davanti alla troupe. Interpretare la terapeuta mi permetteva invece di prendere una posizione chiara fin dall’inizio del film, rivolta sia a Fanny, interpretata da Alexandra Lamy, sia al pubblico: ‘Ecco alcune delle ragioni per cui molte donne non riescono a raggiungere l’orgasmo’. Le principali sono tre: una conoscenza ancora limitata del proprio corpo, il senso di colpa che molte si portano dietro e una dimensione più profonda e transgenerazionale, legata a traumi trasmessi tra generazioni”.
Con leggerezza e buon gusto, Fammi il piacere punta il faro su un tabù che ancora oggi è responsabile dell’infelicità di molte donne e di crisi di coppia. In qualche modo Fanny e Thomas ci mostrano come è invece più semplice parlarne, senza vergogne o sensi di colpa, da entrambe le parti, ma soprattutto da quella delle donne, che una certa mentalità ancora molto viva tende a relegare esclusivamente nel ruolo materno. In sintesi, il film racconta come una visione aperta e serena della coppia sia alla base della felicità, soprattutto se al centro del problema c’è l’orgasmo femminile con i suoi tabù. “Un uomo che affronta apertamente questi temi viene generalmente percepito come disinvolto. Una donna, invece, rischia ancora di essere giudicata o etichettata – aggiunge Reem Kherici – È una differenza che ritroviamo in molti ambiti. L’orgasmo, in un certo senso, assomiglia all’ebbrezza: quando un uomo rivendica il proprio piacere viene spesso considerato un amante della vita; quando lo fa una donna, lo sguardo degli altri può diventare molto più severo”. Anche basta, no?
PH Marie-Camille Orlando
