Ettore Scola, il ricordo dei “suoi” attori. E Alessandro Gassmann twitta: che regalo il tuo cinema!

Ettore Scola se n’è andato ieri sera, ci lascia così uno degli ultimi maestri della commedia italiana, e non solo. Vittorio Gassmann non è più tra noi da 16 anni, ma anche per lui parla, anzi twitta, il figlio Alessandro: “Ciao Ettore! Ti abbiamo tanto amato. Che lezione grande la tua, che regalo il tuo cinema.TVB”. “Un grande regista e un grande uomo con una grande gioia nella vita – così lo ricorda Giancarlo Giannini che ha girato con lui Dramma della gelosia e La cena – un uomo di un’umanità incredibile, era sempre tranquillo e ti metteva a tuo agio”. “La tenerezza, la passione e l’ironia di quell’ultimo bacio che ci siamo dati il dieci luglio nei giardini di Cinecittà davanti alle sue amate Gigliola, Paola e Silvia – racconta Stefania Sandrelli – mi rimarrà sulle labbra per sempre”. “Uno degli incontri più importanti della mia vita – dice Andrea Occhipinti che con lui ha fatto La famiglia – un uomo di grandissima intelligenza e ironia e di grande bonarietà, curioso di tutto quello che succedeva, mai bacchettone e con una grande apertura mentale”. “Ettore Scola è stato il mio maestro – dice Sergio Castellitto, anche lui ne La famiglia – forse la figura più importante della mia vita al cinema. Era come un padre. Ed era veramente l’ultimo di quel mondo, di quella generazione”.

Ettore Scola è morto al Policlinico di Roma per un problema al cuore, era in coma già da domenica, vicino a lui fino all’ultimo la moglie Gigliola e le figlie Paola e Silvia. Nato nel 1931 a Trevico, in provincia di Avellino, si era poi trasferito nella capitale dove ha frequentato il liceo classico e poi Giurisprudenza. Giovanissimo già disegnava vignette per la rivista umoristica Marc’Aurelio. I primi passi nel cinema Ettore Scola li mosse come sceneggiatore per  film come Un americano a Roma di Steno con Alberto Sordi del 1954, Il Conte Max di Giorgio Bianchi sempre con Sordi. Poi il debutto dietro la macchina da presa con Se permette parliamo di donne nel 1964 con Vittorio Gassman. C’eravamo tanto amati nel 1974 il suo primo vero capolavoro, ancora con Gassman e con Nino Manfredi, Stefano Satta Flores e Stefania Sandrelli, due anni dopo Brutti, sporchi e cattivi fino a Una giornata particolare nel 1977 con Sophia Loren e Marcello Mastroianni, La terrazza, La famiglia, e poi Splendor e Che ora è? con Mastroanni e Massimo Troisi, La cena. Senza dimenticare i suoi documentari, dal corto L’addio a Enrico Berlinguer del 1984, a Un altro mondo è possibile del 2001 sui fatti di Genova, lavoro collettivo così come Lettere dalla Palestina dell’anno dopo.