Etta spopola con il suo pezzo punk Amadeus: videointervista

di Patrizia Simonetti

C’è una giovane artista che si aggira per Sanremo con un cuscino rosa e sopra la faccia di Amadeus. Ed è proprio lei, Etta, che ha appena pubblicato il suo nuovo singolo tutto dedicato al conduttore e direttore artistico del Festival: Amadeus. Il pezzo è stato rilanciato subito anche da Fiorello a Viva Rai 2 che ha mostrato il video  che lo accompagna. Non potevamo non incontrarla.

Amadeus è l’ennesima provocazione lanciata da Etta. Sonorità rock, bassi distorti, chitarre stridenti e drumming esasperato fanno da sfondo al cantato punk dell’artista campana che con i suoi ultimi lavori si è buttata con potenza e prepotenza nel mondo del rock e del punk dove ha trovato la sua dimensione. Non si tratta di una questione legata ad Amadeus in quanto tale o alla kermesse musicale più importante d’Italia, quanto a un sistema che spesso viene replicato in tantissime realtà lavorative dove alle donne sono riservati ruoli marginali il cui fine ultimo è quello di agevolare e sostenere l’uomo di turno. Nel Festival di Sanremo le vallette sono diventate co-conduttrici, sempre rigorosamente scelte dal direttore artistico, ricorda Etta. Cambiano i termini, ma la sostanza rimane la medesima. A decidere le regole del gioco sono gli uomini, mentre le donne sono lo scenario nel quale i maschi si prendono i meriti.

Altro tema che ritroviamo in questo nuovo brano è il così detto amore tossico che, come da copione, da un lato comprendi che non fa per te dall’altro diventa la tua ossessione. Un po’ come accade per il Festival di Sanremo dove gli interessi economici non sempre collimano con il talento, la tenacia e la passione dei giovani musicisti e nonostante questo rimane comunque il palco più ambito che, nel bene e nel male, decide le sorti del futuro mercato discografico italiano. Etta in Amadeus ironizza su questi aspetti e diventa lei stessa la principale sostenitrice del sistema.

Etta utilizza sempre la musica per veicolare messaggi che il più delle volte denunciano criticità, soprusi e violenze subite da donne. Dal palco dello scorso Concertone del Primo Maggio romano dove si è esibita con Mille pare, ha lanciato degli assorbenti per stimolare una riflessione sulla condizione della donna nel lavoro. I suoi testi parlano di emancipazione, malessere psicologico, discriminazione, ma soprattutto di quanto ancora sia difficile essere donne emancipate e indipendenti. La nostra videintervista a Etta:




Le foto sono di Angelo Costanzo