Encanto, la magia di non essere perfetti. Videointervista a Diana Del Bufalo

Ne ha passate tante la famiglia Madrigal: salvata da un miracolo, vive con i suoi numerosi e rumorosi componenti protetta tra le montagne della Colombia in un luogo meraviglioso che si chiama Encanto. Il sacrificio del nonno ha donato a tutti loro la magia: anche la casa (casita) è fatata e si muove e si adatta ad ogni situazione per rendere più facile la vita di chi la abita. Ad ogni membro della famiglia che compie cinque anni viene regalato un potere, che sia una forza sovrumana o il saper parlare con gli animali o far sbocciare dei fiori dal nulla, migliaia di fiori, ma non a Mirabel. Mirabel è una semplice umana senza alcun talento particolare e si dà un gran da fare per farsi apprezzare e rendersi comunque indispensabile, e lo fa con amore sincero. Sarà lei ad accorgersi un giorno che la magia di Encanto è in pericolo, e capisce subito di essere l’unica Madrigal a poterla salvare, pur non avendo alcuna idea di come farlo. Mirabel si farà in quattro, contro ogni incomprensione e ostacolo, scaverà a fondo, cercherà la verità che si cela dietro quella favola che sembrava infinita ma non lo è, per scoprire che la magia, quella vera, è proprio quella di non essere perfetti...

Diretto da Jared Bush (co-regista di Zootropolis) e Byron Howard (Zootropolis, Rapunzel – L’intreccio della torre), co-diretto da Charise Castro Smith (sceneggiatrice di The Death of Eva Sofia Valdez) e prodotto da Yvett Merino e Clark Spencer, con la sceneggiatura degli stessi Castro Smith e Bush, Encanto è un musical d’animazione vero e proprio, coloratissimo e con coreografie che non hanno nulla da invidiare ai grandi musical di Broadway, con le canzoni originali del pluripremiato Lin-Manuel Miranda (Hamilton, Oceania) e la colonna sonora originale di Germaine Franco (Dora e la città perduta, La piccola boss, Prendimi!).

Cinque anni fa ci è venuta l’idea di raccontare la storia di una grande famiglia allargata con tanti personaggi, cosa rara per l’animazione Disney – ci svela Byron Howard nel corso dell’incontro  via Zoom – con ben 12 personaggi principali nella stessa casa e nella stessa famiglia, per esplorare quanto la famiglia possa essere grande e quanto possa rappresentare una sfida cercare di capire chi siamo noi all’interno, quali sono i nostri ruoli e anche le aspettative che la famiglia stessa ripone in noi. E ne abbiamo parlato con le nostre famiglie”. “La ricerca all’interno delle nostre famiglie è  stata preziosissima – continua Jared Bushuna sorta di terapia familiare durata cinque anni, non sempre vediamo la famiglia come reamente è e viceversa”.

Encanto, nelle nostre sale da mercoledì 24 novembre, è davvero bello e nonostante abbia trovato perfetta l’ambientazione in Colombia, ho comunque chiesto lumi sulla scelta specifica di quel paese e Jared Bush mi ha risposto così: “all’inizio quando abbiamo cominciato a lavorare su questo film, io e Byron eravamo molto eccitati all’idea di fare un musical e volevamo fare un musical Disney che coinvolgesse l’America latina, ma dove? Allora non avevamo la risposta. La cosa più importante che deve fare un narratore è avere una personale connessione emotiva con la storia: una cosa che avevamo in comune era la famiglia, dove si potevano trovare tante prospettive e punti di vista in America latina? Volevano rappresentare il più possibile un senso di unità, non un mondo troppo inventato che non esistesse affatto nel mondo reale. Amici che ci avevano già aiutato per Zootropolis ci hanno così suggerito di guadate alla Colombia che è  un punto di incontro di tutta l’America latina. In più c’è la musica più bella, il cibo, la cultura, l’architettura, e le famiglie sono molto diverse l’una dall’altra. Abbiamo scoperto una grandissima biodiversità in quel paese che è anche la casa del realismo magico che ha influenzato tantissimo il nostro modo di raccontare la storia”. 

Poi ho chiesto come sono stati inventati i poteri dei singoli membri della famiglia Madrigal e a rispondermi è stata Charise Castro Smith: i loro talenti sono stati scelti con molta intenzionalità, abbiamo visto i vari ruoli all’interno della famiglia e siccome questo film è ispirato al realismo magico, volevamo prendere questi ruoli familiari come archetipi, renderli enormi, divertenti, gioiosi. Quindi Camilo, che è un po’ il clown della famiglia, si può trasformare in tante persone diverse, mentre Antonio che è un bambino timido che si sente nervoso a parlare con gli altri,  ecco che comunica bene con gli animali, a lui mi sento molto vicina…. Giulietta prende invece prende il dono di guarire con il cibo dalla mia mamma…

Anche Encanto ha i suoi talent nella versione italiano: Alvaro Soler dà voce a Camilo, il cugino di Mirabel con il potere di cambiare il proprio aspetto per trasformarsi in chiunque voglia, e interpreta anche un brano nei titoli di coda; Luca Zingaretti doppia Bruno, lo zio di Mirabel con il dono di prevedere il futuro e per questo considerato uno jettatore; l’attrice colombiana Angie Cepeda doppia Julieta, la mamma di Mirabel con il potere di guarire attraverso il cibo; mentre Diana Del Bufalo, già di casa nella Disney per i doppiaggi cantati, qui si cimenta per la prima volta in un doppiaggio parlato, quello di Isabela, la sorella di Mirabel, praticamente perfetta e con la magica abilità di far crescere le piante e far sbocciare i fiori. Ecco la nostra videointervista a Diana Del Bufalo e anche quanto ci raccontano Alvaro Soler e Luca Zingaretti: