Election Day, tra verità e ironia: videointerviste a Giulia Gualano e Giorgio Tirabassi e videoincontro con regista e cast

di Patrizia Simonetti

Sarebbe in qualche modo rassicurante, e nella nostra testa forse più accettabile, che derive xenofobe, razziste, violente e totalitarie non dipendessero dalla volontà cosciente e sana dell’uomo. Quindi, in qualche modo, potremmo definire Election Day un film ottimista. Ma è anche vero che, se così fosse, libereremo dalla colpa xenofobi, razzisti, violenti e totalitari, vittime, loro stessi, di un male a loro esterno sul quale non hanno alcun controllo. E allora, oltre al fatto che non sarebbe giusto, potremmo definire Election Day un film apocalittico e distopico. Punti di vista.

Di certo è che il film di Giorgio Amato, al cinema da giovedì 9 luglio con Medusa Film, ci catapulta nel mezzo della nottata che segue il voto elettorale: a spoglio in corso, seggio dopo seggio, se ne  attendono gli esiti, e sinistra e destra sembrano correre appaiate, con scarti di voti davvero minimi. Poi la coalizione progressista dell’onorevole Renata Innocenti sembra avere la meglio, fino a che un giornalista sportivo non perde il senno in diretta TV insultando un calciatore nero. Qual è il nesso? Quel cronista è il compagno della Innocenti alla quale era stato appena proposto, in caso di vittoria, niente meno che il Ministero dell’Istruzione. Il video fa il giro dei social, le cose precipitano, improvvisamente sembra non esserci più nulla di vero o reale, l’uomo torna casa in preda a raptus violenti, la figlia porta a casa il fidanzato nero e con alle spalle un lavoro scandaloso… Insomma, pregiudizi, equivoci, tradimenti e situazioni al limite rendono Election Day un film interessante e a tratti esilarante, anche se in fondo si ride di cose serissime e di noi stessi.

Il cast aiuta a tenere il ritmo e a non cadere troppo nel grottesco. A cominciare da Angela Finocchiaro nel ruolo di Renata Innocenti; da Antonio Gerardi che chi meglio di lui avrebbe potuto interpretare il rabbioso compagno di Renata pronto a fare proseliti nazisti con i suoi video in diretta sui social; da Giulia Gulano che è Anita, l’assistente della deputata che tutto deve aggiustare, ma alla fine sarà protagonista di un ulteriore colpo di scena; e da Crisula Stafida, l’addetta social Sara con le sue brillanti idee per manipolare la realtà. E poi Giorgio Tirabassi che è Carlo, l’ex marito di Renata chiamato a ricoprire il ruolo di Mister Wolf che cancella le tracce del misfatto; e Camilla Icardi e Livio Kone, ovvero la figlia di Renata Chiara e il suo fidanzato Olivier detto Furia; e nel cameo finale una Maria Amelia Monti che eleva all’ennesima potenza l’esito surreale di una spiegazione logica su quanto accaduto. 

“Questo clima di tensione sociale e politica, ha aperto la strada a un fenomeno ancor più inquietante: il rigurgito di ideologie che si credevano sconfitte dalla storia, come il nazismo. Gruppi estremisti, ispirati a dottrine xenofobe e totalitarie, stanno guadagnando terreno, spesso sfruttando le piattaforme digitali per fare propaganda e reclutare nuovi adepti – dice AmatoLa mia convinzione di autore è che anche il cinema possa e debba fare la sua parte, magari anche con una commedia leggera, capace di portare lo spettatore a riflettere su argomenti complessi, seppur con un sorriso”. Le nostre videointerviste a Giulia Gualano e Giorgio Tirabassi e il nostro videoincontro con regista e cast: 










Le Foto sono di Angelo Costanzo