Dalla Polonia con eleganza, creatività, responsabilità. Alla Galleria del Cardinale Colonna a Roma è andata in scena la sfilata finale di East Bound Roma, la tre giorni dedicata ad accogliere nella Capitale il meglio della moda polacca contemporanea. In passerella, 10 stilisti con le loro collezioni, ognuno con la propria personalità e idea di moda. Sostenibilità, recycling e upcycling i concetti chiave comuni a rappresentare un grande rispetto per l’ambiente e per un passato da far rivivere nel presente. Uno spettacolo ricco di colori e sorprese al quale non potevamo mancare.
Ad aprire la grande sfilata di East Bound Roma è stata Marlena Krawczyk, con i suoi ampi cappotti bluette e marrone dai tessuti caldi e ruvidi, i suoi abiti in broccato, come i completi maschili dai pantaloni coi volant, e quelli ancor più stravaganti in pizzo; bianco e nero, beige e marrone i mix cromatici dominanti, anche per i cappucci e gli ampi cappelli, scarpe in tinta e tanto bianco, come le tovaglie della domenica, come gli armadi dei nonni. La giovane stilista polacca porta in passerella i suoi ricordi d’infanzia.
Sfilano poi le creazioni di SW, alias Monika Surowiec, che unisce passato e presente lanciando forte e chiara la sua visione vintage a di attivista, con abiti creati con materiali riciclati e trasformati ad hoc per il suo stile circolare, attento a persone e ambiente. Come una giacca classica in Pied de poule che si scompone per trasformarsi nel top elegante e sensuale di un tailleur con la gonna sotto al ginocchio. Reinventato anche il completo maschile: la giacca classica è scollata a V sulla schiena e i pantaloni tagliati.
Tradizione e design contraddistinguono il lavoro di Justyna Rożek: la sua collezione Eternal Bloom, premiata in patria al Play Sustain, si ispira al ciclo vitale delle piante ed è fatta di jeans e lenzuola riciclate, tra fascino, sostenibilità e audacia. Meravigliosi gli abiti bianchi e neri, cortissimi e lunghi, con voluminose applicazioni floreali in tinta che diventano abiti essi stessi e le ampie camice puntinate indossate su sleep.
Quello di Jan F Chodorowicz è un brand giovane, nato nel 2022 con uno stile che punta agli abiti da lavoro e sulle divise. Sfilano tute e salopette in simil jeans, audaci body maschili bianchi con giacche blu abbinati a scarpe e guanti da lavoro; sorprende un top da uomo fatto di moschettoni; grandi moschettoni d’acciaio sulle tasche arricchiscono anche il giubbino di jeans nero su camicia bluette.
Jackob Buczyński, padre scultore e nonna sarta, figlio d’arte e artigianato, ha portato a East Bound Roma le sue creazioni sostenibili ed ecologiche, fatte con materiale tessile che arriva da un centro di smistamento di abbigliamento e dai tendaggi di grossisti tessili costretti alla chiusura: Insoliti tailleur pantaloni in simil jeans e in floreale, larghe tuniche cangianti, tanti gli inserti luccicanti. Vince su tutti l’abito lungo a righe e fiori colorati con volant sulle larghe maniche e sulla gonna.
Ed è il momento di Inez Vicher con la sua collezione appariscente ispirata alla pittura colorata e intensa di Frida Khalo, Matisse, Salvador Dalì, arricchita da illustrazioni, stampate e dipinte a mano, che la rendono un po’ urban. Rosso, bianco, bluette e nero i colori fondamentali delle sue creazioni, come il body trasparente scaldato dall’ampio cappotto color panna e il nostro preferito: l’abito nero effetto uncinetto, completo di cappello a falda.
In passerella arrivano poi Hector&Karger con la loro nuova collezione autunno inverno, tra moda classica e innovativa. I due designer propongono completi in lana e abiti da cocktail, ma soprattutto vestiti da sera: il corto va con le autoreggenti coprenti, il più tradizionale è lungo e nero con le piume sulla gonna, il black nude ha alti slip e gonne trasparenti, il tessuto laminato è a drappo aderente. Spicca il rosso cangiante e il lungo tubino aderente e paillettato con un generoso spacco laterale e stringhe nere sulla schiena nuda.
Natasha Pavluchenko, già nota nell’alta moda capitolina come prima polacca selezionata per i grandi eventi romani, dedica la sua arte alle occasioni speciali: il nero dunque domina, con abiti lunghi arricchiti di balze, applicazioni in tinta, tulle, aperture generose, trasparenze ricamate. Spicca l’abito bianco in stile 900, scelto dalla stilista per la sua uscita e il saluto al pubblico.
A seguire Mariusz Przybylski : vent’anni di esperienza nella moda, porta a Roma la sua collezione a impatto zero Body Map realizzata con materiali riciclati, nessun consumo di acqua e i proventi devolutivi al WWF. Applausi. Eleganti i suoi completi maschili con pantaloni sia in stile e classico che in audace versione trasparente, originali le sue camicie con disegni e applicazioni pop, splendidi i suoi tailleur pantalone da donna tra cui spicca quello rosso fuoco che brilla di luce propria e di allegria. Chiude la filata di East Bound Roma MMC Studio, alias Ilona Majer e Rafal Michalak, due temperamenti a confronto e in sintonia; in passerella lunghi abiti neri dalle ampie gonne leggere, altri rigati in bianco e nero, ampi e vaporosi, con spalline e volant a evocare eleganti serate estive. Spicca improvvisamente il giallo intenso su tessuti più rigidi e coprenti di tre capi d’alta classe dal colore innovativo.
L’evento è stato curato da Karolina Sulej, prodotto da Magdalena Christofi e diretto dalla regia di Waldek Szymkowiak. Promosso dal Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale Polacco, organizzato dal Centro per lo Sviluppo delle Industrie Creative e dalla Fondazione Kraina, East Bound Roma nasce per mostrare la Polonia come un laboratorio creativo in cui prende forma una nuova visione della moda: etica, responsabile e profondamente radicata nella cultura europea. Negli ultimi anni, infatti, la tendenza moda del paese è stata all’insegna dell’equilibrio tra influenze globali e locali, forte attenzione alla qualità, alla sostenibilità e alla funzionalità. Le Foto sono di Angelo Costanzo
