Drive me home, videointervista a Marco D’Amore e Vinicio Marchioni

Agostino e Antonio sono piccoli, grandi amici. Vivono entrambi in un paesino montano della Sicilia che non può certo offrire loro un futuro radioso. Li ritroviamo anni dopo, trentenni, uno a Londra l’altro a Bruxelles ma sempre in giro per l’Italia con il suo tir. Si ritrovano, accorgendosi di essersi persi, ma forse c’è ancora una possibilità per loro… Drive me home, in sala da giovedì 26 settembre, racconta la loro storia, ad interpretarli Marco D’Amore e Vinicio Marchioni diretti da Simone Catania: “Drive me Home racconta la storia di due amici per la pelle che si ritrovano dopo anni di silenzio e incomunicabilità – dice il regista – sono giovani emigranti, insoddisfatti del posto in cui sono nati e cresciuti e per questo hanno scelto di vivere ‘altrove’. Rispetto all’emigrazione alla quale assistiamo oggi relativa ai paesi extra europei, i miei protagonisti sono italiani, profondamente soli e, come tanti, hanno l’inevitabile desiderio di appartenere a una cultura diversa dalla propria. Sono anime perse alla ricerca di un’ancora di salvezza, di un valore che la nostra generazione fa fatica a riconoscere: quello delle proprie origini“.

I due ragazzi torneranno dunque indietro nel tempo rivelando e rivelandosi vecchi rancori, segreti tenuti nascosti per anni, sogni, il tutto attraversato di tanto in tanto da flashback dorati e assolati che poi non sono che ricordi:  “sono assolati perché raccontano il periodo più bello della vita – ci rivela nella nostra videointervista Marco D’Amore presto ne L’immortalequando si è liberi dai giudizi sull’altro, l’età dell’ignoto, quando non si è ancora uomini o donne, simpatici o antipatici, quando si è bambini: sono la parte più illuminata dell’esistenza di questi due uomini”. “I ricordi contano tantissimo soprattutto se fai il mestiere dell’attore – aggiunge Vinicio Marchioni presto a teatro con I soliti ignoti su quelle memorie si lavora e in questo film penso che ognuno di noi due abbia rintracciato un grumo appartenente ad un passato personale per condividerlo attraverso un gioco, che è poi la fortuna di fare questo mestiere”.

In Drive me home la potenza delle proprie origini, la forza delle proprie radici, ne riporteranno a casa uno, proprio quando la casa la sta per perdere. E la scoperta più bella e inaspettata è che, nonostante tutto, sono ancora amici e la loro amicizia è lì pronta a salvarli. “Il loro viaggio non è solo geografico – ci dice ancora Marco D’Amore ma emotivo, spirituale, fatto di molte domande e poche risposte come accade nei rapporti complessi, e pone degli interrogativi interessanti rispetto al presente e cioè: dov’è casa? Cos’è casa?” “L’amicizia maschile è un tema enorme, ci educano sin da piccoli a non condividere l’intimità e le fragilità – ci racconta Vinicio Marchioni invece spero che questo film riveli la necessità e la bellezza di condividere un ‘come stai’, un ‘ti chiedo scusa’, un ‘prendiamoci quella birra che non ci siamo mai presi’… se imparassimo a condividere anche le nostre mancanze e le nostre fragilità, forse potremmo diventare uomini migliori”. Ecco la nostra videointervista a Marco D’Amore e Vinicio Marchioni:

 

 

 

 

 

 

ph Angelo Costanzo