Dolcissime, la rivalsa delle adolescenti cicciottelle

Tre amiche di quelle “sempre insieme” che condividono non solo il loro tempo e i loro segreti, ma anche la discriminazione dovuta a qualche chilo di troppo. Mariagrazia, Chiara e Letizia vengono spesso derise dai compagni di scuola e guardate in modo strano, le chiamano le chiattone, così che quella che dovrebbe essere l’età più bella e spensierata per loro non lo è affatto. Interpretate da Giulia Barbuto Costa Da Cruz, Margherita De Francisco e Giulia Fiorellino, sono le tre protagoniste di Dolcissime, il nuovo film di Francesco Ghiaccio (Un posto sicuro) che lo ha sceneggiato con Marco D’Amore – già protagonista di Un posto sicuro – e in collaborazione con Renata Ciaravino e Gabriele Scotti che, presentato in anteprima al Giffoni Film Festival, esce giovedì 1 agosto in sala con Vision Distribution.

In Dolcissime ognuna delle tre protagoniste ha un problema particolare: quello di Mariagrazia, timida e sempre titubante, è sua madre: interpretata da Valeria Solarino, è bella e soprattutto magra, non per nulla è un’ex campionessa sportiva; Chiara invece chatta con un ragazzo che le piace parecchio, ma la paura che scappi al solo mostrargli una sua foto la blocca; Letizia si porta una rabbia dentro che è sempre in collera con il mondo intero. Finché non accade l’impossibile: Mariagrazia, Chiara e Letizia decidono di partecipare al campionato studentesco di nuoto sincronizzato, un po’ per vendetta e un po’ per rivalsa, e Alice (Alice Manfredi), il capitano della squadra scolastica di nuoto sincronizzato, bella e ammirata da tutti, insomma una vincente vera, è costretta ad allenarle in gran segreto, così che tra le quattro si crea via via una sorta di feeling, le loro vite si intrecciano e la voglia di rivincita di Mariagrazia, Chiara e Letizia le renderà a loro volta vincenti a colpi di amicizia e sorrisi, ma anche di tanto impegno e di altrettanta determinazione.

Un film, che vede anche la partecipazione di Vinicio Marchioni, che racconta come la diversità possa portare all’isolamento da bullismo, soprattutto tra i ragazzi, anche se le tre protagoniste non solo proprio sole, ognuna di loro ha le altre due che condividono le stesse difficoltà e i medesimi sentimenti, ed è certo più facile per loro affrontare i problemi di un’adolescenza appesantita dalla passione per i dolci… Ma ricorda anche che spesso l’apparenza inganna e non tutti coloro che appaiono forti e invincibili in fondo lo sono davvero. Dolcissime parla della difficile fase dell’adolescenza, soprattutto se hai qualcosa che agli altri non piace, del bullismo facile, dei rapporti spesso conflittuali e complessi con la famiglia fatti di incomprensioni e rimpianti, del desiderio di sentirsi accettati e parte di qualcosa, dell’amicizia come risorsa primaria per difendersi, reagire, vincere una sfida che è, naturalmente, prima di tutto con sé stessi.

I dolci per me sono una metafora della vita – dice il regista – li aspetti segretamente, sai che stanno lì nascosti da qualche parte e che prima o poi ti troveranno per salvarti. A volte sei tu a cercarli, altre volte te li porta il destino. Quando mi trovo nei guai o quando sono davvero felice io cerco un dolce, mi metto lì tranquillo e me lo gusto riavvolgendo il nastro dei momenti che mi hanno portato a sentirmi così. È difficile guardarsi dentro con sincerità, abbiamo bisogno di un incoraggiamento. Per le quattro ragazze protagoniste di questa storia accade la stessa cosa, ci vorranno slanci di affetto, amori segreti, sfide, rabbia gridata, sogni e paure prima di giungere a quel gusto finale che sa di realizzazione vera, senso di sé”.