DNA Decisamente Non Adatti, intervista a Lillo, Greg e Anna Foglietta

Esordio alla regia per Lillo e Greg con DNA Decisamente Non Adatti che li vede anche protagonisti assieme a Anna Foglietta, on demand da giovedì 30 aprile su Sky Primafila Premiere, Timvision, Chili, Google Play, Infinity, CG Digital e Rakuten TV. Prodotto da Lucky Red e Vision Distribution, è un film divertente e surreale ma con uno sguardo ironico e sarcastico su alcune realtà dei nostri giorni che lo rendono molto attuale, persino rispetto al periodo che stiamo vivendo. E ispirato, per stessa ammissione di Lillo e Greg, a Le folli notti del Dottor Jerryll, film interpretato e diretto nel 1963 da Jerry Lewis – dove un insegnante di chimica impacciato e deriso anche dai suoi studenti, grazie a un suo ritrovato diventa uno scaltro e sicuro play boy – ma con riferimenti anche a Mel Brooks, Almodovar, Kubrick, persino alla saga di James Bond, nonché, per la regia dinamica e ironica, alla Trilogia del Cornetto di Edgar Wright e Simon Pegg, ovvero L’alba dei morti dementi, Hot Fuzz e La fine del mondo. Come spesso accade, tutto in DNA Decisamente Non Adatti inizia dalla scuola: Ezechiele (Greg) è un nerd bullizzato da Nando (Lillo), e mentre il primo da grande diventa un professore di chimica, Nando resta bullo e, con il soprannome di Bulldog (ma non ditegli che è per le guance) si occupa di convincere una serie di negozianti a sloggiare per far posto al franchising di una nota catena di fast food, e lo fa con la sua gang scalcinata composta da Tarzanello, Mecojo, Piattola, Trepalle e Svampa (Max Paiella, Lallo Circosta, Marco Marzocca, Fabrizio Sabatucci e Renato Zappalà). Finché ognuno dei due non avrà bisogno di un pizzico dell’altro nei modi e nel sapere, ma lo capisce prima Ezechiele che decide di compiere l’esperimento della sua vita, scambiandosi il DNA con Nando. Tanti i temi toccati, bullismo in primis (entrambi da ragazzini ne sono stati vittime), e finale che sembra restare aperto ma “niente sequel, non siamo i tipi” chiosa Lillo. Trilplo lavoro per Anna Foglietta, sempre fantastica nei suoi ruoli drammatici quanto in quelli brillanti e comici, che in DNA Decisamente Non Adatti interpreta sia Renata che Jessicah che Elena, ovvero l’algida moglie di Ezechiele, la trans accogliente e la mite e impacciata libraia Elena, amante della poesia. La nostra intervista al trio comincia da qui.

Anna, quale di queste tre figure hai amato di più?  

Anna Foglietta: sono tutte e tre estremamente caratterizzate e molto divertenti. Mi è rimasta un po’ qui Jessicah perché abbiamo girato solo due scene, mentre in realtà avrei voluto farci un film intero che potrebbe essere uno spin off, perché fa molto simpatia questa trans che oltre a elargire favori sessuali e amore, per quanto a pagamento, offre soprattutto consigli, è molto comprensiva, conosce l’animo umano nel dettaglio… e questo fa molto pensare perché è vero che tantissimi uomini in realtà vanno da loro per cercare una certa forma di calore umano. Sono persone molto accoglienti, e poi simpaticissime: le mie vicine di camerino erano delle vere trans e facevano un casino e si divertivano come matte tanto che a un certo punto sono andata a bussare alla loro porta e ho chiesto “invitatemi in camerino con voi, che sto a fare là da sola…” Però Renata, il personaggio della moglie annoiata di Ezechiele, è quella che ci ha fatto più ridere sul set, le cose su di lei le trovavamo sul momento, è un personaggio che si prestava tantissimo anche a un certo istrionismo. Il rischio era quello di creare delle maschere, cosa che non volevamo assolutamente fare. Ci ha pensato Greg a tenerci su una visione più realistica rispetto a me e a Lillo, entusiasti di natura. Ci è voluto del tempo per caratterizzarle e mi sono divertita molto a switchare tra loro.

Greg e Lillo, come e perchè avete deciso di debuttare come registi?

Greg: trovarci dietro alla macchina da presa è stato entusiasmante, un’esperienza che va ripetuta. Sapevamo già che nel momento in cui avessimo fatto un film nostro nel soggetto e nella sceneggiatura dovevamo anche dirigerlo, così come fece Jerry Lewis, grande ispiratore di questo film. Il nostro umorismo, che è molto di situazione, richiede un taglio cinematografico di inquadrature e montaggio al servizio delle gag. Volevano un film umoristico e divertente ma anche gradevole nell’immagine, che avesse cioè una veste grafica unitaria.

Lillo: confermo che nel nostro tipo di comicità la regia sia molto importante e anche il montaggio, quindi avevamo l’esigenza di poter essere liberi completamente per dare il massimo valore al nostro tipo di comicità. Mi spiace molto che il primo film interamente nostro non venga proiettato sul grande schermo, da grande amante del cinema perdere quell’emozione mi rattrista molto, ma è anche vero che, data la situazione, questo è l’unico modo per rispettare la data di uscita e per farlo arrivare nelle case, anche perché è un film a cui teniamo tanto.

Se poteste prendere il DNA di qualcuno che conoscete a chi vorreste rubarlo?

Anna Foglietta: non so se pensare a qualcuno del passato, forse a Gandhi, per fare una grande rivoluzione pacifica, silenziosa, profonda, che possa durare nei secoli dei secoli… amen.

Avrei detto più Alda Merini vista la tua appassionata interpretazione a teatro…

Anna Foglietta: Beh, diciamo che con lei ho già dato  

Greg: il personaggio che ho fatto nel film e che ho amato di più è Ezechiele…. (scherza, perché interpreta soltanto lui… ndr) Riguardo invece alla tua seconda domanda, se potessi prendere in prestito del DNA, prenderei quello di Brian Wilson, il leader dei Beach Boys che ha intrapreso un percorso musicale di composizione e innovazione del genere veramente mastodontico, il primo che ha ideato il primo disco di musica psichedelica concettuale…

Lillo: io ho desiderato tantissimo nella mia adolescenza avere il DNA di qualcun altro, anche verso i 17 e 18 anni, quando si andava con gli altri ragazzi a Rimini a rimorchiare le ragazze in discoteca, e i miei amici erano sempre molto bravi ad approcciare mentre io sono sempre stato vittima di una profonda timidezza e ho capito che era nel mio DNA, quindi era una lotta con me stesso perché vedevo che i miei gli amici riuscivano a portare avanti la loro missione mentre me era un disastro. Io sono stato per anni e anni molto timido, e lo sono tuttora, ma da adolescente di più, per cui ho desiderato tanto avere il DNA di qualcuno che non lo fosse. La timidezza è una brutta bestia…

Ma se ti chiedessi proprio un nome?  

Greg: Gianfranco Piacentini, l’ex play boy!

Lillo: ecco Piacentini… no ma adesso non mi interessa più, se proprio devo darti un nome, te lo do dal punto di vista artistico: io sono un grande appassionato di chitarra, però non sono portato per niente per lo strumento, dovrei studiarlo tantissimo, per cui ecco, mi piacerebbe avere il DNA di Stevie Ray Vaughan  

Visto che siamo in tempo di Coronavirus e ipotesi surreali e teorie complottistiche sulle origini della pandemia si sprecano, non è che qualcuno particolarmente portato a farlo dopo aver visto il vostro film in cui parlate di “epidemia pilotata” potrebbe tirar fuori la storia che il Covid-19 sia stato inserito nei panini dei fast food?

Lillo: Certo, per alcuni complottisti, visto che ci sono anche quelli che dicono che la terra è piatta o che il Molise non esiste…. In effetti c’è questa casualità incredibile nel finale del film che si rifà molto all’attualità e a quello che stiamo vivendo. Ma credo che più che un film su questo, mi piacerebbe fare un documentario su come effettivamente alcune persone saranno diverse. Credo che questo evento cambierà molta gente e, spero in modo positivo, anche l’andazzo della società mondiale almeno per le menti più sensibili, grazie all’aver capito che probabilmente sono molto più importanti certe cose rispetto ad altre alle quali abbiamo dato troppa importanza fino ad oggi. Se dovessi fare qualcosa sul Coronavirus, mi piacerebbe provare a fare qualcosa sull’effettivo cambiamento nella società rispetto a questo dramma che stiamo vivendo…

Greg: comunque c’è già chi ipotizza che alcune catene di fast food immettano nei loro prodotti sostanze che creano dipendenza…

Anna Foglietta: credo che in ogni caso il cibo spazzatura in questo periodo abbia avuto un incredibile botta d’arresto, noi donne siamo tutte esaurite, tutte quante a cucinare con un entusiasmo che mano a mano svanisce sempre di più, da adesso in poi solo pasta  in bianco tutti i giorni e zitti, e ringrazia Dio che te la faccio… la teoria del Covid nei panini la trovo alquanto irreale, è più reale che esista il Molise ecco…

Tornando alle cose che potrebbero cambiare, ci mettiamo anche certa televisione trash che in DNA Decisamente Non Adatti è incarnata dall’ex tronista e opinionista Pamela Debori interpretata da Chiara Sani che fa la Marini…?

Lillo: La Marini è un cavallo di battaglia di Chiara Sani che ce l’ha proposto, diciamo che però non rappresenta Valeria Marini in sé ma appunto un mondo di opinionisti rappresentati poi con quella chiave, lei poi è irresistibile quando la fa…

Greg: a noi serviva il personaggio che in televisione contrasta con le sue idee completamente fuori luogo la voce ufficiale e autorevole che dice cose giuste perché le ha studiate, mentre l’opinionista, che è poi quello che purtroppo la maggior parte del pubblico segue, va per la tangente e dice cose astruse.

E ci vogliamo mettere anche il Trapper interpretato da un irriconoscibile Greg?

Greg: Il trap è un’altra di quelle derive che stiamo vivendo, come anche tantissimo pop di bassa lega che circola, ed è esattamente quello che può affascinare i due figli che io, come Ezechiele, ho nel film, che passano il tempo davanti alla TV a vedere questa realtà vacua e ascoltano questo tipo di musica che musica non è, rappresentata da liriche piene di fuffa.

Ti sei ispirato a quale trapper in particolare?

Greg: mi sono ispirato a diversi personaggi di questo tipo, ma con maggior risalto alla DPC, la Dark Polo Gang, e al loro brano Cono Gelato che viene qui travisato nel Termosifone…