Il David sembra essere già dentro quel grande blocco di pietra nella Firenze del 1501: attende il ritorno dei Medici, dice, e la mano di Michelangelo che possa tirarlo fuori da lì. Inizia così David e io, il corto d’animazione, in 2D tradizionale e dai colori sgargianti, che, con un linguaggio accessibile, coinvolgente e visivamente evocativo, racconta ai bambini la genesi della grande opera in soli 3 episodi da 7 minuti ciascuno.
David e io è stato presentato oggi a Palazzo Montecitorio, nella sala stampa della Camera dei Deputati, in occasione della Giornata Mondiale dell’Arte. Si tratta di un’opera prima di Marilù Rainò prodotta da Good Karma in collaborazione con Rai Kids, e realizzata con il sostegno dei Contributi Selettivi e del Tax Credit per portare le nuove generazioni dentro uno dei momenti più fondativi dell’arte e dell’identità italiana. “Abbiamo tolto il David dalla sua cornice pop – spiega la regista – In un’epoca di riproducibilità illimitata, vogliamo esaltarne l’unicità tornando all’origine. Il suo significato primo ci fa riconoscere nel David un pilastro inamovibile della nostra identità come cittadini italiani. Questo concetto è esaltato dal lavoro di artisti e artiste che hanno disegnato, fotogramma per fotogramma, questa storia, felici finalmente di raccontare di noi”.
Proprio in occasione della Giornata Mondiale dell’Arte, il cortometraggio è andato in onda questa mattina su Rai Gulp in corrispondenza con la proiezione speciale alla Camera e tornerà in onda questa sera alle 21.30, disponibile in diretta e on demand su RaiPlay. “Abbiamo voluto raccontare Michelangelo ai ragazzi non come un monumento, ma come un uomo alle prese con le proprie scelte – aggiunge la produttrice Caterina Vacchi – Una storia italiana, raccontata con strumenti italiani: animazione 2D, una giovane regista, una produzione indipendente. Essere ospiti della Commissione Cultura della Camera è per noi un riconoscimento importante e ne siamo orgogliosi”.
Raccontandone la realizzazione, ma anche il dibattito sul suo destino e sul suo posto nella città, David e Io avvicina bambini e ragazzi in modo piacevole alla storia dell’arte a alla figura di Michelangelo, al valore del patrimonio culturale e al significato profondo dell’arte come bene condiviso da tutelare. E anche alla storia in sé. Si racconta, ad esempio, che la Repubblica ha appena cacciato i Medici e cerca un simbolo capace di dire al mondo chi è. L’Opera del Duomo affida quindi a un giovane Michelangelo il compito di completare il colosso di marmo rimasto incompiuto per decenni. Da quel blocco segnato e abbandonato, deve nascere il David.
Ma il vero conflitto non è nel marmo quanto nella grande disputa sul posizionamento della statua, e questo è peraltro un dibattito storico realmente avvenuto, in cui una commissione di artisti e cittadini illustri, tra cui Leonardo e Botticelli, si divide tra chi vuole il David protetto, nascosto, consacrato al potere di pochi, e chi lo vuole in mezzo alla vita della città. Michelangelo, combattuto tra la fedeltà ai Medici che lo hanno cresciuto e la propria coscienza civile, trova infine il coraggio di scegliere: il David appartiene a Firenze, a tutti. Come David contro Golia.

