Incetta di premi ai David di Donatello 2026 per Le città di pianura di Francesco Sossai, 8 per la precisione: quelle per miglior film, regia, sceneggiatura originale di Francesco Sossai e Adriano Candiago, attore protagonista Sergio Romano (qui la videointervista sul red carpet), produttore e canzone originale, e cioè il brano di Krano intitolato Ti, casting, e montaggio. La lunghissima cerimonia di premiazione si è svolta ieri sera a Roma nel nuovo studio 23 di Cinecittà condotta da Flavio Insinna e da Bianca Balti.
Il David di Donatello 2026 per la miglior attrice protagonista è andato a Aurora Quattrocchi per la sua interpretazione della zia Gela in Gioia mia di Margherita Spampinato, la quale ha ritirato il David per il miglior esordio alla regia; quello per la miglior attrice non protagonista se l’è portato a casa Matilda De Angelis (qui la nostra videointervista sul red carpet) per l’interpretazione di Roberta in Fuori di Mario Martone.
David al miglior attore non protagonista a Lino Musella (qui la nostra videointervista sul red carpet) per il suo ruolo di Curiosone in Nonostante di Valerio Mastandrea, che nel suo discorso sul palco è tornato sulla Palestina ringraziando anche la Global Sumund Flotilla. David di Donatello 2026 alla Miglior Rivelazione è ndato a Ludovica Nasti (qui la nostra videointervista sul red carpet)
Il David per gli effetti visivi, quello al miglior autore della fotografia Paolo Carnera e alla migliore scenografia sono andati a La città proibita di Gabriele Mainetti. Quello al miglior documentarario a Roberto Rossellini Più di una vita di Ilaria De Laurentiis, Andrea Paolo Massara e Raffaele Brunetti. Il David Giovani è andato a Le assaggiatrici di Silvio Soldini che si porta a casa anche il David per la miglior sceneggiatura non originale e quello per il Miglior Trucco. A Primavera, opera prima di Damiano Michieletto, vanno i David di Donatello 2026 al miglior compositore Fabio Massimo Capogrosso, ai migliori costumi, acconciatura e suono.
David dello Spettatore a Buen Camino di Gennaro Nunziante con Checco Zalone, entrambi assenti: a ritirarlo dalle mani di Flavio Insinna, sono stati i produttori Giampaolo Letta (Medusa) e Marco Cohen (Indiana Production). Il David di Donatello 2026 per il miglior cortometraggio è andato a Everyday in Gaza di Omar Rammal che nel suo discorso di ringraziamento ha inneggiato alla Palestina libera, definendo la sua opera “un ultimo atto di sopravvivenza per raccontare al mondo ciò che stava accadendo”.
Tra gli ospiti Matthew Modine che sul palco ha consegnato il premio per la miglior regia a Francesco Sossai e nella nostra videointervista sul red carpet ci ha annunciato che sta per girare il suo primo film da regista propri oa Roma che ha definito “la città più bella del mondo; Raoul Bova che ha consegnato il David a Aurora Quattrocchi; Stefania Sandrelli che ha consegnato il Premio Cinecittà a Vittorio Storaro; Margherita Vicario che ha consegnato il David alla sua omonima Margherita Spampinato.
Ornella Muti (qui la nostra videointervista sul red carpet) ha ritirato il suo David Speciale che l’attendeva da un anno. Il David Speciale di quest’anno è andato a Bruno Bozzetto (qui la nostra videointervista sul red carpet). Al direttore della Fotografia e tre volte Premio Oscar Vittorio Storaro è andato il Premio Cinecittà David 71. A Gianni Amelio (qui la nostra videointervista sul red carpet) è stato consegnato il David di Donatello alla Carriera.
Il David di Donatello 2026 per il miglior film internazionale è andato a Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson. Francesca Michielin (qui la nostra videointervista sul red carpet), da poco nominata ambassador del Roma Pride 2026, ha cantato la sua Nessun grado di separazione per il consueto In Memoriam che ha ricordato grandi protagonisti del cinema e del giornalismo morti nel corso dell’ultimo anno. Non solo i premiati nelle nostre videointerviste sul red carpet dei David di Donatello 2026: qui trovate anche quelle a Valeria Bruni Tedeschi, Milvia Marigliano, Vinicio Marchioni, Greta Scarano, Barbara Ronchi, Anna Ferzetti, Carlotta Gamba, Francesco Gheghi.

