Costellazioni ovvero le teorie delle possibilità

Non è una lezione di astronomia. Niente paura, non saranno spiegate astruse funzioni matematiche, neppure mostrati grafici indecifrabili. Costellazioni racconta una storia d’amore e di morte governata dal caso. E per raccontare quella di Orlando e Marianna il drammaturgo inglese Nick Payne prende le mosse dalla teoria dei multiversi, branca della fisica quantistica secondo cui esistono universi paralleli che nascondono altri sistemi solari, altre galassie e quindi altri ‘noi’. “L’idea drammaturgica infatti è che il loro incontro può esserci ma anche non esserci, può essere che lui sia sposato, che lei sia ubriaca e quindi priva di ogni fascino e poi invece c’è il momento in cui si incontrano e così la storia va avanti con tutte queste teorie delle possibilità” dice il regista Silvio Peroni perché, e qui entra in ballo il libero arbitrio “non siamo noi a scegliere il nostro futuro. L’unica cosa è capire quale veramente stiamo vivendo”. È uno spettacolo poi ad alto tasso emotivo, in bilico tra il sorriso e la tristezza. “Io amo la drammaturgia inglese proprio perché riesce ad analizzare perfettamente il caleidoscopio umano” continua Peroni “Noi viviamo situazioni divertenti e drammatiche. Lo spettacolo si snoda tra situazioni esilaranti innescate dal gioco degli accadimenti fino all’istante della commozione, legato al momento della malattia che ci fa presumere la morte”. Dopo il debutto di Urbino lo scorso 2 marzo al Teatro Raffaello Sanzio, Costellazioni con Jacopo Venturiero e Aurora Peres arriva al Teatro Brancaccino di Roma il 17, 18 e 19 marzo prima della tappa ligure, a Imperia allo Spazio Vuoto. La tournée riprenderà poi nella prossima stagione teatrale.