Chianti Classico Collection Vintage Edition: omaggio al Chianti d’annata con Zia Anna e la Gioconda

di Patrizia Simonetti

La Serra di Palazzo delle Esposizioni di Roma si è tinta di un rosso d’annata vivace e vitale, quello della Chianti Classico Collection Vintage Edition, evento toscano nel cuore della Capitale  targato Vinoforum e promosso dal Consorzio Vino Chianti Classico al quale non potevamo mancare. In degustazione, più di 150 etichette di 44 produttori, tra vini giovani e attempati.  

Come al solito, a conquistarci sono stati i vini ma anche le etichette e le storie. Ci siamo fermati, ad esempio, al banco d’assaggio di Maurizio Alongi, enologo, viticoltore, proprietario e commerciale, in pratica lui è tutta l’anima dell’azienda, poco più di un ettaro alle porte di Gaiole e Chianti, nella parte più a nord circondata dal bosco. “Faccio l’enologo da 35 anni nel territorio del Chianti Classico dopo una formazione nella zona di Gaiole – ci racconta – e poi è arrivato il momento in cui, oltre che a realizzarmi con i vini degli altri, ho cominciato a coltivare l’idea di fare un vino mio. Ho acquistato questa vigna del 1973 in un territorio che conosco bene dalla quale produco un unico vino che è il Vigna Barbischio, dal nome di una frazione alle porte di Gaiole”.

Abbiamo voluto avvicinarci a quell’idea di progetto realizzato assaggiando l’annata 2015, la prima prodotta da Maurizio dalla sua vigna, trovandola estremamente piacevole e fresca, nonostante il rosso intenso: “siamo nella zona del cosiddetto macigno del Chianti – ci spiega Maurizio – quindi la roccia è l’arenaria, i terreni sono sabbiosi e danno origine a vini sottili, che non hanno una grande potenza o tannicità, ma dovrebbero andare più verso l’eleganza. Questa fu la mia prima annata considerata buona: sembrava un po’ calda, ma con l’affinamento in bottiglia è andata a posto, sono molto soddisfatto anche della tenuta nel tempo”.

Abbiamo continuato il nostro giro per la Chianti Classico Collection Vintage Edition e ci siamo fermati al banco della cantina Vignamaggio attirati da un’etichetta che riportava il nome Monna Lisa: “Perché una leggenda del Chianti narrava che Monna Lisa fosse nata e cresciuta all’interno della nostra villa rinascimentale – ci spiega il direttore commerciale Leonardo Collottola famiglia che costruì Vignamaggio si chiamava Gherardini, proprio come Elisa Gherardini , e cioè la Gioconda. Quindi noi abbiamo onorato con questo nome importante il nostro miglior Chianti Classico, Gran Selezione 2017”. 95% Sangiovese e il resto Cabernet Sauvignon, il Monna Lisa ha un colore scuro, sprigiona aromi di frutti neri e un gusto persistente di spezie, intenso come lo sguardo della Gioconda.

Poi incontriamo Selvaggia e l’etichetta ZAC che ci incuriosisce: bianco totale, una scritta in corsivo nero che sembra una firma e sopra l’annata 2014: “Zac sta per Zia Anna Corsini, sorella di Don Tommaso, nome sull’etichetta dell’altra bottiglia” ci spiega Selvaggia. Lei lavora a Villa Le Corti da 18 anni e nonostante sia laureata in enologia, da tempo in azienda si occupa della parte commerciale, ma “ogni tanto mi piace anche presentare il vino e partecipare a queste fiere dove c’è la possibilità di far conoscere i nostri prodotti – ci confida – Abbiamo due aziende in Toscana: una è Tenuta Marsiliana in Maremma e l’altra è Villa Le Corti in Chianti Classico, oggi presente con molti vini della tenuta in San Casciano Val di Pesa, e qui alla Chianti Classico Collection Vintage Edition, come vecchia annata, abbiamo portato Zac”.

Sangiovese in purezza da un’unica vigna che è Gugliaie, nel 2014 era ancora IGT ma dal 2016 è diventato Chianti Classico Gran Selezione, dall’aroma floreale e fruttato: “è stata un’annata buona quella, fresca, con un’acidità che colpisce” ci anticipa Selvaggia, che del mondo del vino ama molte cose, come “ciò che c’è dietro questa atmosfera, l’idea di lavorare in campagna, di vivere davvero nella natura: anche ora mi affaccio dal mio ufficio e vedere il tramonto tra gli ulivi e le viti è bellissimo”.

Non ci siamo negati una sosta al banco d’assaggio dell’olio Dop Chianti Classico prodotto negli stessi territori del Chianti: buonissimo il Pruneti Selection Viuzzo, denso e dall’aroma di carciofo, presenti anche il Vallepicciola, il Castello La Leccia, il Chigi Saracini, il Ponterutoli Mazzei.

Infine, il classico dulcis in fundo. La mia passione per il vino dolce è stata soddisfatta appieno con la ricca offerta del banco d’assaggio della Chianti Classico Collection Vintage Edition tutto dedicato al vinsanto: dallo stesso Villa Le Corti Sant’Andrea Corsini  2007 al Caparsa Vendemmia 2001, passando per l’Opre 2011 Giacomo Grassi, il Castello di Meleto 2012, il Fontodi 2015, fino al Valle Picciola 2018: un piccolo grande excursus nel passito più toscano che c’è, per chiudere al meglio un piacevole pomeriggio in rosso.