Che Dio perdona a tutti: Pif e Giusy Buscemi tra cannoli, cassatine e i dubbi della religione. Videoincontro con il cast

di Patrizia Simonetti

Tra il dire e il fare, si diceva, c’è di mezzo il mare. Quello della Sicilia magari, dove vive Arturo, agente immobiliare pazzo per i dolci, siciliani ovviamente, palermitani precisamente: dal cannolo all’iris, dallo sciù alla patata, dalla cassatina alla torta Savoia, lui proprio non resiste, anzi, non ci pensa proprio a farlo: gustare quei sapori e quei profumi è per lui fonte di una gioia e di un appagamento infinito. Neanche a Dio pensa, forse proprio perché quelle sensazioni sono già assolutamente divine… Del resto si sa Che Dio perdona a tutti…  

Finché non incontra Flora, perfetta anima gemella: bellissima, sensuale, amante dei dolci e pasticcera. Cosa volere di più? Il loro rapporto è d’amore e zucchero, sensualità e ricotta, baci e pasta di mandorle. C’è un solo problema: Flora è molto religiosa, lui, come detto, zero. Ma per non perderla, finge.  L’incantesimo però si spezza quando Flora scopre che di Vangelo e affini Arturo non sa un benemerito cannolo. Come riconquistarla?

Intanto si consola con una grande abbuffata di sciù e al trentacinquesimo si ritrova il Papa (Francesco) seduto nel suo salotto a dargli consigli. Che sia l’effetto di un picco glicemico non nutriamo dubbi, fatto sta che Arturo diventa così religioso e così convinto dei dettami del cristianesimo, sincerità e aiuto del prossimo in primis, da metterli in pratica nella vita di tutti i giorni. Assurdo no? Neanche Flora era mai arrivata a tanto. Il problema è che così facendo crea problemi, nella vita e nel lavoro. E allora ecco il punto, il fulcro del film che sta tutto in questa domanda proverbiale: tra il dire e il fare, c’è davvero di mezzo il mare?

Che Dio perdona a tutti

è il nuovo film di Pif tratto dal suo omonimo romanzo edito da Giangiacomo Feltrinelli Editore, che arriva oggi al cinema con lo stesso Pierfrancesco Diliberto nel ruolo di Arturo, con Giusy Buscemi bella e sensuale come non mai in quello di Flora, con Francesco Scianna che è l’amico, nonché datore di lavoro di Arturo, Vittorio, con Carlos Hipolito in quello del Pontefice, con Maurizio Marchetti che è il padre di Flora e con il signore Domenico Centamore. Che Dio perdona a tutti è uno di quei film per cui si dice che diverte e fa riflettere, ma in realtà è un po’ di più.

Ritenersi appartenenti a un credo, che sia una politica o una religione, vuol davvero dire che ne vanno seguiti alla lettera regole e dettami? Perché se “la Chiesa non è più quella di cinquant’anni fa” come dice Flora ad Arturo che le contesta il peccato che compiono continuamente, e cioè fare sesso prima del matrimonio, allora l’aggiornamento ai tempi lo facciamo noi stessi? Siamo autorizzati? Non dovremmo semplicemente scegliere se essere credenti, e quindi ligi ai comandamenti, o atei, e quindi liberi da ogni vincolo comportamentale, o è normale aggiustarci un po’ le regole secondo le nostre personalità e i nostri bisogni? E se poi lo facessimo anche nel sociale e nella politica? Mmmm… Il nostro videoincontro con Pif, Giusy Buscemi, Francesco Scianna e Carlos Hipolito: