Carmen è partita: videointervista a Domenico Fortunato, Giovanna Sannino, Alessandro Tersigni

di Patrizia Simonetti

Amedeo ha una sartoria da uomo, ma adora confezionare abiti sensuali e appariscenti come quelli di Marlene Dietrich: gli sarebbe piaciuto moltissimo vestirla, ha una sua foto che conserva come una reliquia, ci parla, ogni sera le dà la buonanotte. Così come parla con le immagini dei suoi genitori appese al muro. Amedeo è un uomo solo. Finchè non arriva Carmen… Domenico Fortunato dirige e interpreta, nel ruolo di Amedeo, Carmen è partita, un film sulla stranezza, dice lui stesso, citando Robert Fulghum: “Siamo tutti un po’ strani e anche la vita è un po’ strana e quando troviamo qualcuno la cui stranezza è compatibile con la nostra, ci uniamo a loro cadendo in una reciproca stranezza che chiamiamo amore”.

Questo quanto accade ad Amedeo e Carmen, interpretata da una magnifica Giovanna Sannino. Lei è una ragazza bellissima e, a suo modo, solare. Non parla con la voce, ma lo fa con gli occhi e con gli sguardi, sfoderando sorrisi, aggrottando le ciglia. Carmen arriva da Amedeo su richiesta di Rosanna interpretata da Antonella Carone (qui il suo intervento in conferenza stampa) che ne parla come di una nipote particolare, vittima di troppi pettegolezzi, che con lui potrebbe ritrovare serenità.

Proprio come è accaduto con lei che, dopo una vita difficile, fatta di dipendenze, in casa di quell’uomo silenzioso e pacato, ha ritrovato, in parte, il suo equilibrio. Parla tanto Rosanna, come se dovesse liberarsi di qualcosa liberando le parole. 

Immerso nella sua solitudine, Amedeo invece parla poco con gli altri negozianti sulla piazza del paese dove si affaccia la sua casa-bottega: un macellaio, interpretato da Maurizio Mattioli (qui il suo intervento in conferenza stampa) un barista e un barbiere (Franco Ferrante, Francesco Giuffrida). Ci sono soltanto loro, la piazza è sempre deserta, non si vede un cliente, un passante, nessuno. L’atmosfera è surreale e specchio della solitudine di Amedeo. 

L’arrivo di Carmen, invece, quel delicato equilibrio di Amedeo lo sconquassa. Questa ragazza bellissima e silnziosa che gli entra in casa porta turbamenti, desideri nascosti, tenerezza. Lui le fa indossare gli abiti cuciti per Marlene, la mette in posa, crea la sua musa perfetta. Lei invece esce sempre più spesso, incontra uomini, e quando rientra continua a non parlare.

“Io la vesto di sogni, ma lei con i suoi silenzi mi restituisce solo dolore” dirà Amedeo al Maresciallo Venditti quando Carmen non tornerà più a casa. In quel mondo ovattato e indefinito, interpretato da Alessandro Tersigni, quell’uomo in divisa che fa domande e esige risposte sulla ragazza scomparsa, è l’unico barlume di razionalità e concretezza che ci riporta alla realtà.

Carmen è partita: questa la sua versione per tutti, per i pettegoli del borgo, per i carabinieri, per lui stesso. Il dolore è troppo grande per la verità. Il finale resta aperto per lo spettatore. Un film che ci trasmette tutto il senso di isolamento di un uomo che ha rinunciato alla vita e ne ritrova un soffio nell’incontro con Carmen, ma è un incontro effimero, è solo una parentesi, qualcosa o qualcuno gliela porterà via. Un film che si fa metafora del mondo giudicante, che deve dare una definizione a tutto, che è sempre più connettivo, ma al tempo stesso emarginante. Da sabato 16 maggio in esclusiva su RaiPlay. La nostra videointervista a Domenico Fortunato, Giovanna Sannino, Alessandro Tersigni:




Le foto sono di Angelo Costanzo