Cannes 2016, Bellocchio apre la Quinzaine con Fai bei sogni

9 anni è probabilmente l’età più brutta per perdere la mamma. Sei troppo grande per non capire ma troppo piccolo per farlo. Soprattutto se lei ti ama alla follia e balla con te in salotto e alla fine ti raccontano che è morta di infarto, ma non è così. Massimo Gramellini ha raccontato il suo lutto e la relativa, incompleta elaborazione in un libro edito da Longanesi e divenuto un best seller e Marco Bellocchio ha deciso di farne un film. Fai bei sogni il titolo del nuovo lavoro del regista emiliano che oggi ha aperto a Cannes 2016 la Quinzaine des Realizateurs: “portare il film qui in una sezione che non è concorso – dice Bellocchio a sette anni dalla sua partecipazione al Festival con Vincere che però nulla vinse – mi rilassa anche se alla mia età preferirei non venire più qua né andare a Venezia. Però ci auguriamo che presentarlo a Cannes aiuti il film a trovare il suo pubblico”. E a chi comprensibilmente si chiede che cosa c’entri mai Gramellini con Bellocchio, quest’ultimo risponde: “nella sua storia ho intravisto qualcosa che mi apparteneva profondamente, anche se in realtà il punto di partenza per me non è stato il bestseller ma  il dramma terribile della perdita di una mamma amata, una mamma che poi è in qualche modo speculare a quella che ho raccontato nel mio primo film, I pugni in tasca, dove il protagonista certo non l’amava visto che l’ha uccisa. Se quella di allora era una madre che non dava niente, questa é tutto il contrario, così divertente e affettuosa che la sua perdita diventa per lui una vera tragedia. La verità è che ho voluto fare questo film per riscattarmi da quello”.

Ad interpretare il protagonista, ovvero Gramellini, c’è Valerio Mastandrea, che nella stessa sezione accompagna anche Fiore di Claudio Giovannesi nel quale interpreta invece il papà della protagonista: “ho deciso assieme al regista di non entrare in modo totalizzante nel ruolo dell’autore – spiega l’attore romano – per non cadere nel giochetto è più bello il libro o il film? Credo invece che una sceneggiatura abbia un linguaggio completamente diverso rispetto a un romanzo, anche perché poi per me il tema forte di questa storia è la difficoltà di accettare le cose che non si vogliono accettare”. Con lui nel cast Berenice Bejo, la donna che lo salverà, Piergiorgio Bellocchio, Fabrizio Gifuni, Piera degli Esposti, Roberto Herlitzka, Guido Caprino, Miriam Leone e Barbara Ronchi.