Bollicine Wine Fest, un brindisi con 70 cantine tra rosé, bio e bottiglie sommerse in mare

di Patrizia Simonetti

Un brindisi con 70 cantine per una serata a dir poco frizzante proprio a ridosso delle festività di fine anno: siamo stati a Bollicine Wine Fest, evento organizzato ieri a Roma dall’Associazione Decanter Wine Academy nella grande serra di Villa Piccolomini vestita a festa, con tanto di albero di Natale e photo corner dove campeggia la celebre frase a tema di Leonardo Da vinci: et però credo che molta felicità sia agli homini che nascono dove si trovano i vini buoni

Dedicato agli spumanti italiani e non solo, sui tavoli di degustazione di Bollicine Wine Fest c’era veramente una grande varietà di scelta, lasciando spazio anche alle bollicine francesi e spagnole. Eppure, tra i più sofisticati e limpidi, a colpirci di più è stato un outsider: siamo nelle Marche e lui si chiama Spumante BIO Ancestrale Marche IGT Rosato, prodotto, appunto, con metodo ancestrale, dalla Cantina dei Colli Ripani e appartenente alla linea Grotte di Santità, ovvero un intrigo di cunicoli preistorici che attraversano Ripatransone, si legge a lato dell’etichetta. Tutto Sangiovese senza solfiti aggiunti, come specificato dall’altra etichetta piccola sotto al tappo, ma con i lieviti ancora in bottiglia, da cui il colore velato, leggermente torbido, e la forte freschezza con note agrumate, qualcosa di speciale.

Sempre dalle Marche arriva lo Spumante brut Uvé Rosè di Terra Premiata dai vigneti di Colle Monteverde, a poche decine di chilometri dal mare, realizzato con lo stesso metodo ancestrale: il colore però è limpido, il profumo intenso e fruttato, sensazione che si ritrova al palato, molto persistente. 

Dalle Marche alla Sicilia, quella in bolle, ovviamente: tra le offerte del banco abbiamo optato per il Carricante delle Tenute Nicosia, un Brut realizzato con metodo classico per la linea Sosta Tre Santi dalle uve dei vigneti sul versante ovest dell’Etna: fresco e persistente, note olfattive floreali con incursioni di crosta di pane.

Sempre dalla Trinacria, abbiamo provato anche il Donna di Rose DOC Sicilia delle Tenute Cuffaro, spumante Rosè Brut realizzato con Metodo Martinotti/Charmat, ovvero con doppia fermentazione, la seconda in acciaio di autoclave: da uve Nero d’Avola, emana note di fragole di bosco e agrumate, fresco e delicato al palato.

Dal banco d’assaggio di Bollicine Wine Fest di Rosae Maris, associazione che promuove i rosati dalla Maremma, abbiamo scelto il Mar Lumì delle Cantine di Grosseto I Vini di Maremma e la caratteristica che ci ha colpiti subito è il perlage molto fine, bollicine leggere che svaniscono in bocca. Approdiamo nel Lazio con il Bombino IGT Lazio Spumante Millesimato dell’azienda agricola Terre del Veio, vino vivace, con un buon perlage fine, note fruttate ed erbacee (foto di copertina)

Quasi in chiusura di giro, un salto fuori dai confini, in Spagna: dal banco presente a Bollicine Wine Fest abbiamo scelto il Celler Kripta Iconic Gran Reserva annata 2018, cava dell’azienda Agustì Torellò Mata, bolla fine, fresco, equilibrato e con un tocco di dolcezza.

E da qui, per chiudere, eccoci all’estremo nord, precisamente a San Floriano del Collio, in Friuli Venezia Giulia, al confine con la Slovenia, per degustare l’ottimo Ribolla Gialla Brut Millesimato dell’azienda Trebes Mitja Princic.

Della quale a incuriosirci, tuttavia, è stata soprattutto una bottiglia sporca di mare, pronta in formato regalo: ci è stato spiegato che da qualche anno l’azienda mette a dimora sul fondo marino per 8 mesi bottiglie di spumante e di Sauvignon che, quando vengono ripescate, portano con sé tracce del loro soggiorno tra i piccoli abitanti dei fondali, ma al loro interno, grazie alla luce e alla temperatura costante, conservano un vino con un perlage molto cremoso e un retrogusto più persistente. Peccato non fosse possibile assaggiarlo, alla prossima volta, ci contiamo…