Billy Elliot il Musical: la versione italiana dal 5 maggio al Sistina. Intervista al protagonista Alessandro Frola: prendono in giro anche a me perché ballo

Foto Ivan Palombi

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“Perché hai questa passione per la danza?” “Non lo so, non trovo le parole ma quando sento la musica tutto si trasforma. Sprizzo energia da ogni poro”. Divampano le emozioni, il cuore batte forte. Quasi a prender per mano il ragazzo che da grande vuole fare il ballerino sullo sfondo dell’Inghilterra della Lady di Ferro, Margaret Thatcher. Anni difficili con il dramma del lavoro. La scena dell’audizione al Royal Ballet di Londra ha incorniciato lo show case di Billy Elliot, il Musical, antipasto dello spettacolo che debutterà in Italia al Sistina di Roma martedì 5 maggio. È il nuovo lavoro di Massimo Romeo Piparo che firma, oltre alla regia originale, anche l’adattamento italiano, completando la trilogia iniziata con The Full Monty e proseguita con Jesus Christ Superstar. “Non so quanti di voi hanno visto questo spettacolo a Londra – racconta il regista ai giornalisti seduti nella platea del teatro capitolino – io l’ho trovato uno spettacolo perfetto. Da regista e da autore, di fronte a capolavori così non posso che gioire. Mi sono sempre chiesto in questi dieci anni che l’ho inseguito, come avrei fatto a non farlo uguale ma altrettanto importante”.

Basato sul film omonimo del 2000, l’adattamento a musical è opera dello stesso regista della pellicola, Stephen Daldry, che ha chiamato per le musiche il re del pop Elton John. “La sua musica tocca l’anima da sempre. È uno spettacolo in cui si piange, si sorride – continua Massimo Romeo Piparo – uno spettacolo pieno di valori: la famiglia, l’affetto tra compagni di banco. E c’è anche questo racconto molto naturale e leggero dell’omosessualità, del piacere tra due persone dello stesso sesso senza mai scendere in particolari inutili e ormai anche superati. Tutto resta sulle corde della delicatezza”.

A far vivere Billy Elliot è Alessandro Frola, 14enne di Parma scelto tra 1200 pretendenti e figlio d’arte. Mamma, papà e nonna insegnano danza, il fratello è primo ballerino in Canada. Insomma, la danza è nel Dna di famiglia. Occhi chiari, l’apparecchio per i denti e un sorriso contagioso anche quando gli chiedono se abbia mai sentito una sorta di oppressione, di obbligo di dover per forza ballare:

“No, non c’ho mai pensato – la risposta immediata prima di raccontare la sua nuova vita da artista – ci alleniamo tutti i giorni dalle due del pomeriggio alle cinque. Adesso che sto qui non posso andare a scuola, faccio la prima superiore, ma studio a casa con la mamma”.

Alessandro, i compagni di scuola, sapendo della tua passione per la danza, ti prendevano in giro o ti guardavano perplessi proprio così come accadeva a Billy Elliot?

Sì, quasi in tutte le scuole dove sono andato. Ma non me ne fregava niente.

Quale genere nella danza ti piace e hai un modello di riferimento?

Mi piace il balletto classico e il mio idolo è Carlos Acosta (ballerino cubano n.d.r.).

Qual è stata la prima cosa a cui hai pensato quando ti hanno detto che eri stato scelto Billy Elliot?

Ero emozionatissimo. Mi ha mandato un messaggio Piparo. C’era scritto: ciao Billy.

Che cosa sogni per il tuo futuro?

Mi immagino già in un teatro a prendere gli applausi

Sei stato già protagonista in balletti importanti, a Londra e a New York. C’è un personaggio che vorresti interpretare?

Si, il principe de Il lago dei cigni. Mi piace molto però anche il musical che non avevo mai fatto e che tra l’altro insegnano anche nella mia scuola.

Cosa ti spaventa dello spettacolo: c’è qualcosa su cui stai lavorando di più?

La canzone che ho appena fatto per voi: Electricity! Che vuol dire pura energia (guarda l’esibizione nel video)

Hai fratelli, sorelle?

Una sorella e due fratelli: balliamo tutti meno uno che gioca a calcio. Uno sport che a me non piace praticare. Ma guardo le partite con gli amici e tifo Inter.

Con le musiche di sir Elton John, Billy Elliot, il Musical vedrà in scena, con l’Orchestra dal vivo diretta dal Maestro Emanuele Friello, Luca Biagini nel ruolo del padre Jackie Elliot; Sabrina Marciano in quello di Mrs. Wilkinson (la maestra di danza che scopre il grande talento di Billy); Cristina Noci nel ruolo della nonna, Donato Altomare ed Elisabetta Tulli, il fratello Tony e la mamma di Billy. Nel cast anche 30 performer coreografati da Roberto Croce. Le scene sono di Teresa Caruso, i costumi di Cecilia Betona, l’impianto luci di Umile Vanieri.

“Questo per me è il secondo spettacolo che faccio con bambini in scena, abbiamo fatto Tutti insieme appassionatamente proprio in questa stagione e riprenderà la prossima. E sempre l’anno venturo faremo Bellissima dal film di Luchino Visconti, dove protagonista sarà una bambina e ci saranno tanti bambini in scena” rivela Massimo Romeo Piparo aggiungendo che il Sistina ha deciso di aprire un’accademia dedicata proprio ai più giovani talenti. Ma con un distinguo: “durante le selezioni per il musical abbiamo visto bambini talentuosissimi, ma li abbiamo mandati via perché dietro c’era altro. Invece dovranno essere tutti come Billy. Che ha passione, e non voglia di successo”.