Bella e perduta: Pulcinella, un bufalotto e l’angelo di Carditello nell’unico film italiano in concorso a Locarno. Regia di Pietro Marcello, voce di Elio Germano

Cosa ci fanno Pulcinella e un bufalotto di nome Sarchiapone in viaggio per l’Italia? Il primo, servo sciocco e celebre maschera napoletana, ma ancor prima semidio che fa da tramite tra i vivi e i morti, è stato richiamato dalle viscere del Vesuvio per correre al capezzale del pastore Tommaso che vive invece nella terra dei fuochi della Campania di oggi, precisamente nella Reggia di Carditello tutt’altro che splendente e abbandonata a se stessa, il cui ultimo desiderio è salvare il suo bufalo maschio da un destino segnato e niente affatto roseo. Così i due strani personaggi se ne partono per un viaggio verso la Tuscia ricco di simboli, a cominciare dalla stessa Reggia di Carditello da cui prende il via, un tempo, voluta da Carlo di Borbone nel ‘700, fattoria modello e meta di tecnici e scienziati provenienti da tutta Europa poi ceduta dai Savoia a un camorrista di Casal di Principe e quindi decaduta a covo di latitanti, il tutto in un paese dove si invoca la tutela e la salvaguardia dei beni culturali e la lotta alla mafia.

Ecco perché si intitola Bella e perduta il film di Pietro Marcello scritto dallo stesso regista casertano assieme a Maurizio Braucci, interpretato da Tommaso Cestrone, Sergio Vitolo e Gesuino Pittalis con la voce narrante di Elio Germano, protagonista oggi al Festival del Cinema di Locarno come unico film italiano in corsa per il Pardo d’Oro.

Ho imparato a guardare l’Italia contemplando il suo paesaggio dai treni, riscoprendo di volta in volta la sua bellezza e la sua rovina – dice il registaSpesso ho pensato di realizzare un film itinerante che attraversasse la provincia per provare a raccontare l’Italia: bella, sì, ma perduta. E Carditello è l’emblema della bellezza perduta e della lotta del singolo, dell’orfano che non si arrende a un meccanismo incancrenito di distruzione e disfacimento”.

Durante il viaggio Sarchiapone si racconta, un racconto poetico del rapporto contraddittorio tra uomo e natura visto con gli occhi di un animale, simbolo esso stesso del grado di civiltà degli uomini che si misura anche dal modo in cui questi si relazionano con le cosiddette bestie. E che mette in evidenza come ad occuparsi della salvaguardia del patrimonio e della natura e ad opporsi alla violenza sulle sue creature siano spesso i più umili, come il pastore Tommaso, Cestrone per la cronaca, personaggio realmente esistito: per due anni è stato infatti custode volontario della Reggia, prima di morire stroncato da un infarto a soli 48 anni la vigilia di Natale del 2013.

“Quando mi sono imbattuto nella Reggia di Carditello – continua Pietro Marcelloe nella favola, perché di favola si tratta , di Tommaso, ‘l’angelo di Carditello’, il pastore che con immensi sacrifici ha deciso di dedicare tanti anni della sua vita alla cura di un bene artistico abbandonato, ho visto una potente metafora di ciò che sentivo la necessità di raccontare: dopo la morte di Tommaso, prematura e improvvisa, Bella e perduta – nato inizialmente come un ‘viaggio in Italia’ destinato a toccare altre tappe – è diventato un altro film, sposando fiaba e documentario, sogno e realtà”.

Ecco la clip del film dove Sarchiapone inizia a raccontarsi: